RECENSIONE DEL LIBRO di ANTONIO FINIELLO
E’ merito del Centro Studi e ricerca Cittadella se il libro “ Scritti sulla tecnoribellione “ ha visto la luce in questi giorni con ottima accoglienza di pubblico e critica. Un libro breve quello di Antonio Finiello, militante e dirigente del movimento sindacale nazionale, attivista politico di destra radicale e uomo dalla tempra e dal coraggio come oggigiorno pochi se ne riscontrano nel panorama politico italiano. Una raccolta di articoli scritti per la pescarese rivista di cultura politica Parsifal, pubblicata nei primi anni 80 del secolo scorso. Gli argomenti trattati potrebbero essere classificati datati, se non fossero attraversati nelle pagine asciutte di Finiello da lampi, intuizioni e, a tratti, vere e proprie premonizioni che non possono non colpire il lettore. L’intuito del Nostro lo porta ad anticipare di quasi mezzo secolo quello che si è realizzato negli ultimi anni nel campo della tecnologia con l’irruzione del transumanesimo, del post umanesimo e dell’Intelligenza Artificiale.
L’attività sindacale di Finiello e il suo lavoro per molti anni nell’allora Banco di Roma ha portato l’intelligenza del politico e soprattutto del sindacalista ad impattarsi in quegli anni con le innovazioni tecnologiche della telematica, della robotica, della computeristica con il mondo del lavoro, del ruolo degli operai e degli impiegati e del loro futuro lavorativo. Ma questi argomenti – e sono proprio gli interessi speculativi degli articoli riportati nel libro – si presentano prodromici a quello che poi è accaduto negli ultimi anni nel campo della filosofia della Silicon Valley con l’incrementazione esponenziale delle biotecnologie, nanotecnologie e IA.
Quello che Antonio Finiello aveva intuito, ed emerge chiaramente nel libro, è la questio centrale che condiziona e attorno alla quale ruota tutto il mondo dell’innovazione tecnologica e del pensiero filosofico e valoriale che è stato racchiuso nella cosiddetta “ Filosofia della siepe “, metafora giornalistica, sociologica e critica utilizzata dagli analisti per descrivere, unificare e dare forma visibile ad un insieme di comportamenti e dichiarazioni di intenti dei leader della Silicon Valley. Questa metafora della siepe è un pensiero estremamente strutturato, organico e teorizzato che porta alla fuga dei geni tecnologici e dei miliardari investitori e finanziatori a non partecipare alla vita democratica, ma a “ fuggire “ dalla società costruendo spazi fisici e virtuali protetti e sovrani. Nel 2022 il saggista e teorico dei media Douglas Rushkoff ha pubblicato un libro di fondamentale importanza “ La sopravvivenza dei più ricchi ( Survival of the Richest ) “, in cui racconta che è stata pagata una cifra astronomica da ultra miliardari per sapere non come evitare il collasso del mondo, ma come proteggere i loro bunker dall’assalto dei loro stessi servizi di sicurezza quando il denaro non avrebbe avuto più valore. E’ la vittoria del pensiero gnostico, della hybris, della tecnologia che diventa la nuova Gnosis, strumento elitario con cui l’umanità si redime da sola dai propri limiti biologici. Al riguardo vi è un articolo nella raccolta del libro dove si sostiene “ Le ristrutturazioni aziendali … stanno creando nell’uomo una pericolosa illusione di un vicino paradiso dove il tempo libero sarà l’occupazione principale. Il rischio del tempo libero senza limiti dovrebbe invece far riflettere e convincere tutti della necessità di una corretta programmazione dell’occupazione e soprattutto di una partecipazione più attiva ed interessata – nel senso della crescita individuale e collettiva – ai processi economici e tecnici che investono la società. “. Come pure nell’articolo “ Ogni uomo un codice “, il codice a barre diventa nell’intuizione di Finiello quello che nel XXI secolo sarà la carta residenziale con relativo credito sociale dei cittadini della Repubblica Popolare Cinese.
Un libro pieno di intuizioni che dopo circa mezzo secolo diventano realtà e che ci prospetta un insegnamento molto importante per chi vive la militanza politica come volontà di costruire una società migliore e più giusta. E la pubblicazione di questa raccolta assume un significato di onore delle armi all’uomo e al militante Finiello, che spesso in solitudine ed in tempi difficilissimi, ha continuato a studiare, a lottare, a testimoniare i valori della tradizione sapendo di svolgere una battaglia di difesa coerente dei principi a cui aveva informato la propria esistenza. In questo senso è anche un libro di volontà di lotta per tutti i militanti. Di seminare anche quando tutto rema contro e le forze possono cominciare a venire meno, sapendo che quel seme un giorno nascerà rigoglioso e più forte di ogni avversità anche in assenza di chi lo ha piantato. Come nel caso di Antonio Finiello. Buona lettura.
Vincenzo Cancelli
Presidente associazione culturale aps EUROPA FUTURA

