L’archeologia non basta

Gli studi postcoloniali e decoloniali hanno avuto a sinistra, particolarmente in area anglofona, un impatto profondo e significativo a livello teorico e pubblico: hanno ricostruito la storia del colonialismo in modo nuovo; hanno ridefinito il rapporto metropoli-colonie; hanno dato voce al punto di vista subalterno dei popoli colonizzati e messo in discussione quello egemonico degli ex colonizzatori; hanno mostrato quanto sia necessario un reale processo di decolonizzazione che affronti tutti gli aspetti della “colonialità” del presente coinvolgendo anche i popoli degli ex imperi; hanno permesso di leggere in modo nuovo anche il presente globale, segnato da inarrestabili flussi migratori che danno luogo a identità ibride, pur all’interno di relazioni di potere asimmetriche tra ex-imperi ed ex-colonie. Oramai anche la cultura sessantottina di Sartre e Althusser è stata riposta in cantina perche’ troppo eurocentrica ed a questo hanno sicuramente contribuito l’opera decostruzionista di Foucault e Derrida. Fatto sta che è con queste nuove correnti di pensiero che bisognera’ fare i conti a livello teorico, anche considerando l’ odierna debolezza teorica a livello europeo che non riesce a proporre elementi di distinzione da quella americana, se non sul piano archeologico .

Redazione Kulturaeuropa

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