Roma, Kulturaeuropa rilancia lo Stato organico europeo: una sfida oltre il Leviatano moderno

Fonte: https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/stato-organico-europeo-kulturaeuropa-roma-convegno-326664/

Sabato 23 maggio, a partire dalle ore 17, la Libreria Horafelix di Roma, in via Reggio Emilia 89, ospiterà l’annuale convegno del Centro Studi KulturaeuropaIl tema scelto per questa edizione è quello dello “Stato organico europeo”, formula che dà anche il titolo al volume omonimo pubblicato da Passaggio al Bosco, che sarà disponibile proprio per l’occasione. Il convegno si inserisce in una fase storica segnata da trasformazioni profonde. L’epoca dell’intelligenza artificiale, dell’ipercapitalismo e della ristrutturazione degli equilibri internazionali impone infatti una riflessione radicale sulla forma Stato, sulla sua crisi e sulla sua possibile rifondazione. Al centro del dibattito vi sarà il progressivo svuotamento dello Stato moderno di derivazione giacobina, ormai sempre più incapace di rappresentare comunità reali, esercitare sovranità effettiva e ricomporre legami sociali spezzati dalla logica del mercato globale.

Kulturaeuropa rilancia la sfida dello Stato organico

La questione posta da Kulturaeuropa non è soltanto teorica. Riguarda il rapporto tra potere politico, comunità, partecipazione e destino europeo. Lo Stato moderno, ridotto spesso a macchina amministrativa, apparato fiscale o semplice garante del mercato, appare sempre meno in grado di rispondere alle fratture prodotte dalla globalizzazione, dalla tecnocrazia e dalla dissoluzione dei corpi intermedi. La sovranità, svuotata verso l’alto da organismi sovranazionali e verso il basso da interessi privati e finanziari, rischia di diventare una parola senza contenuto. Da qui la necessità di tornare a pensare una concezione organicistica dello Stato, capace di superare tanto l’individualismo liberale quanto il collettivismo astratto. Uno Stato non inteso come semplice Leviatano moderno, né come dispositivo mercantile al servizio dell’economia, ma come forma politica superiore, capace di ordinare, rappresentare e integrare le energie vive di una comunità. Non una nostalgia ottocentesca, dunque, ma il tentativo di interrogare il presente con categorie più profonde di quelle offerte dal lessico dominante.

Oltre il Leviatano mercantile

Il punto decisivo è proprio questo: la crisi dello Stato non può essere letta soltanto come crisi istituzionale o amministrativa. È una crisi di senso. Lo Stato contemporaneo pretende ancora obbedienza, ma fatica a generare appartenenza; produce norme, ma non visione; gestisce emergenze, ma non costruisce destino. In questo vuoto si inseriscono poteri impersonali, reti economiche, automatismi tecnici e piattaforme globali che condizionano la vita dei popoli più di quanto facciano molti governi formalmente sovrani. Il convegno di Kulturaeuropa vuole quindi aprire un confronto sulle possibilità di una diversa architettura politica europea. Una forma Stato capace di ripristinare nessi comunitari, sociali e partecipativi, senza ricadere negli schemi consumati della modernità politica. Una sfida rivolta, come sottolineano gli organizzatori, alle “intelligenze pensanti” e alle future élite, chiamate a misurarsi con una domanda essenziale: può l’Europa tornare a pensarsi come soggetto storico, politico e spirituale, oppure resterà un mercato amministrato da apparati senza anima? Kulturaeuropa proverà a indicare una direzione: non la difesa stanca dello Stato com’è, ma la ricerca di una forma politica più alta, capace di andare oltre il puro governo dell’esistente.

Centro Studi Kulturaeuropa

 

 

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