Senza alcun dubbio, la Primavera del 2026 potrà essere ricordata come politicamente impegnativa per l’area balcanica, nonché ricca di svolte e ricadute per tutta l’Unione Europea nel medio/termine.
Ad una settimana esatta dalle importantissime elezioni in Ungheria, in cui la stella di Viktor Orban ha visto il suo declino (forse definitivo), una tornata elettorale di eguale importanza, seppur mediaticamente meno coperta, si è svolta in Bulgaria, con un risultato da comprendere e da interpretare.
Membro UE dal 2007, ed entrata nell’euro soltanto dal Gennaio del 2026, questa nazione balcanica cerca, attraverso l’ottava competizione elettorale in cinque anni, di lasciarsi alle spalle una lunga stagione d’instabilità governativa, e di “giochi di palazzo”, cagionati da una classe dirigente ormai screditata, che si è dimostrata nel tempo, tanto opportunista politicamente quanto torbida moralmente. L’eredità scomoda di questa conduzione governativa, nonostante sia riuscita a portare la Bulgaria a rafforzare il legame con l’Europa, è rappresentata da una situazione caotica che abbiamo descritto, nei suoi tratti salienti, in una puntata di “Pensieri Inferociti”, che potrete ascoltare qui (https://www.spreaker.com/episode/pensieri-inferociti-bulgaria-ed-armenia-elezioni-locali-di-portata-europea–71292489 )
Chi si è candidato per guidare la Bulgaria, nella doppia sfida di ridare legittimità ad un sistema politico screditato e, allo stesso tempo, cercare di rendere l’ingresso nell’area euro il più graduale possibile, ha ricevuto dagli elettori un mandato chiaro, e un attestato di fiducia altrettanto indiscutibile, ed il suo nome è Rumen Radev.
Generale d’Aeronautica, ex Presidente della Repubblica, capace d’intuire il momento giusto in cui scendere nell’agone principale della politica, quale portatore di un “nuovo corso”, in cui legalità e stabilità sono le parole d’ordine.
I RISULTATI ELETTORALI
Con ormai il completamento dello scrutinio dei voti la conformazione del futuro assetto parlamentare a Sofia appare chiarissimo; il partito di Radev, Bulgaria Progressista (PB), si è assicurata una maggioranza di circa 130 seggi nel Parlamento, che è composto da 240 seggi, nonostante fosse alla sua prima partecipazione elettorale. Escono sconfitti i conservatori, guidati dalla controversa figura di Boyko Borissov, per un decennio grande tessitore della politica bulgara. Il Gerb-Udf di Borissov, infatti, che nelle ultime sette elezioni dal 2021 deteneva una forbice fra il 22% e il 26%, è crollato al 13,5%. Risulta vincente la piattaforma europeista di Continuare il Cambiamento/Bulgaria Democratica che, nel tumultuoso 2025, guidava le frange più accese delle manifestazioni di protesta contro Borissov, e che ha sfiorato il 13% dei consensi. Ridimensionati sia il partito della minoranza turca, Movimento per i Diritti e la Libertà (Aps), protagonista immeritato della politica bulgara, grazie al suo appoggio prezzolato ai governi del Gerb-Udf, che ha totalizzato appena il 6,6%, rispetto a posizioni più generose. Sia i nazionalisti filo russi di Vazrazhdane (Rinascita), crollati ad un misero 4,3% dopo aver raggiunto anche il 14% in tornate precedenti. Sono invece rimasti fuori i socialisti ex comunisti, così come avvenuto in Ungheria.
LE SFIDE
Non sarà certo facile traghettare un popolo sfiduciato, che osserva timoroso i grandi mutamenti che si profilano all’orizzonte, come l’ingresso nell’euro, e potrebbe considerare “ciò che è nuovo”, come qualcosa d’incomprensibile ed ingiusto. Radev, con un mandato così ampio, dovrà riuscire a riportare nei bulgari la fiducia nelle istituzioni. Nella lotta alla corruzione e agli oligarchi, potrebbe trovare una facile sponda d’appoggio in Continuare il Cambiamento/Bulgaria Democratica, che sicuramente vorrà proseguire per via politica, ciò che dalle piazze veniva richiesto a gran voce; un cambio di rotta della politica nazionale, e un ritorno alla sua credibilità. Con una certa dose di pressapochismo, ed una gran faccia tosta, alcuni commentatori italiani hanno già bollato il futuro Primo Ministro bulgaro come “filo russo”, “euroscettico”, “nuovo Orban”, ecc. In ragione della formazione ideologica da cui proviene, molto affine a molti politici della sua generazione in quell’area, e per alcune affermazioni su tematiche che, com’è ovvio, non potranno certo essere affrontate con semplici slogan, ma con serietà e senso della misura, guardando a ciò di cui ha bisogno la Bulgaria, e non a soddisfare i giocatori di Risiko! che abbondano in rete e sui social network.
La Bulgaria ha un’economia fragile, fondamentali che vanno sostenuti, e una posizione/chiave nello scacchiere dei Balcani, che la rendono un focus per chiunque voglia mettere piede nell’area. Tutti fattori che, in un combinato disposto, renderanno il lavoro di Radev non certo semplice. La collaborazione che il futuro esecutivo avrà con l’Unione Europea potrà anche non piacere ai nostalgici del panslavismo, o ai turcofoni che guardano verso Ankara. Tuttavia, le opzioni credibili per la Bulgaria, potranno essere sviluppate soltanto nell’alveo di un concreto pragmatismo che Radev dovrà incarnare ed applicare, capace di rendere Sofia un elemento strategico per l’UE nell’area balcanica, senza dover ripercorre precedenti che, alla lunga, si sono rivelati fallimentari, come quelli che circolavano a Budapest fino a non molto tempo fa.
Una Bulgaria stabile, assertiva e non certo passiva, potrà essere un valido supporto per l’integrazione progressiva, ed indispensabile, che l’Unione Europea dovrà sviluppare nel futuro prossimo della sua geopolitica, in tutta l’area balcanico/danubiana che ancora resta fuori; Bosnia, Serbia, Macedonia, ecc. Le cui problematiche e criticità odierne, non potranno essere un ostacolo eterno, a detrimento di prerogative e prospettive che, se sviluppate a dovere, potrebbero recare beneficio all’intero continente, rendendolo maggiormente coeso e stabile, e capace di contrastare efficacemente sia velleità neo ottomane, che ingerenze di un’ormai improbabile (e opinabile) Terza Roma.
Ci auguriamo sinceramente, per questi motivi, che il “nuovo corso” di Rumen Radev in Bulgaria sia coronato dal successo.
Gabriele Gruppo

