TRUMP, L’IRAN, ISRAELE E LA CINA.
Trump si trova chiuso in un angolo dal quale tenta di uscire, ma l’angolo non è solo la guerra con l’Iran, c’è molto di più. Proviamo a vedere tutti i suoi guai.
IL GUAIO PRINCIPALE DI TRUMP E’ UN’EREDITA’ DALLE PASSATE AMMINISTRAZIONI
Le passate amministrazioni, in particolare Obama e Biden, hanno lasciato due disastri per gli Usa: 1) Un debito di 38 trilioni a fronte di un Pil di 27 trilioni. Questo squilibrio sta allontanando moltissimi paesi dal dollaro come moneta di scambio sicura e, peggio ancora, sta creando diffidenza nell’acquisto dei titoli di Stato degli Usa. 2) Una Cina che ha saputo approfittare delle idiozie della globalizzazione tutte a suo vantaggio. Prima s’è presa il regalo della tecnologia consegnata dalle economie più sviluppate con le delocalizzazioni, poi ha imbrogliato su brevetti, dogane e sostegni statali occulti, e poi, oggi, ha sviluppato una propria tecnologia spesso superiore a quella delle nazioni concorrenti.
In questo percorso, la Cina si stava impadronendo di molti territori, tipo in Africa, e di molti hub portuali nel mondo, tipo Panama, il Pireo, una porzione del porto di Genova tramite Singapore, etc.
Ancora la Cina aveva stretto rapporti preferenziali con alcuni produttori di petrolio. Era il principale cliente di Venezuela e Iran.
Quindi Trump ha ereditato una nazione indebitatissima e soggetta a una concorrenza enorme da parte di tutti e, più di tutti, da parte della Cina.
COME VOLEVA REAGIRE TRUMP A QUESTO DISASTRO PER GLI USA
Trump aveva individuato tre interventi per risollevare l’economia: 1) Riduzione della spesa dello Stato in Usa. 2) Ribilanciamento dei costi della Nato con gli “alleati”. 3) Riduzione dello sbilancio commerciale con la Cina e l’Europa.
CE L’HA FATTA TRUMP?
Trump ce l’ha fatta solo a metà. Elon Musk gli aveva promesso di ridurre la spesa pubblica per 1 miliardo/anno e invece è riuscito a ridurre di soli 176 milioni. E questo lo ha portato ad avere dei rapporti difficili con Trump. I paesi della Nato sono rimasti fermi col loro 1,8% di investimenti militari contro il 5,7% degli Usa. Solo la riduzione dello sbilancio commerciale sta funzionando perché la Cina ha accettato di ridurre gradualmente il suo surplus con gli Usa da 550 miliardi/anno a 300 miliardi, mentre con la Ue sono stati imposti dei dazi che stanno aumentando le entrate fiscali degli Usa.
In definitiva, Trump sperava di poter ricavare almeno la cifra degli interessi passivi del debito Usa e invece ne ha ricavato solo la metà, e ciò contribuisce enormemente all’attuale fuga dal dollaro e allo spostamento verso lo Yuan cinese.
ALLORA, COME LIMITARE LA CINA?
Dopo i fallimenti del programma economico elettorale, Trump ha cercato di imporre delle aggressioni in vecchio stile colonialista, specie dove si sentiva più forte. Ha così imposto a Panama di annullare gli accordi coi cinesi sul canale e ha imposto al Venezuela di accogliere le società statunitensi per l’estrazione del petrolio (appena votata all’unanimità dal parlamento venezuelano). Col Venezuela la faccenda si è rivelata abbastanza facile perché, per via delle particolari caratteristiche del petrolio venezuelano, i venezuelani, da soli, riuscivano a estrarre e lavorare solo il 36% del petrolio. Di conseguenza, anche il cambio di regime è stato facile.
Diverso è stato per l’attacco all’Iran, dove non c’erano problemi di estrazione.
ALLORA PERCHE’ TRUMP ATTACCA LO STESSO L’IRAN?
Prima dell’attacco, i servizi segreti americani e israeliani convincono Trump di una situazione simile al Venezuela, con la maggioranza della popolazione favorevole o indifferente a un cambio di regime. Ma, mentre forse in Venezuela esisteva davvero un regime, in Iran si parla di almeno un 60% della popolazione favorevole al governo religioso ed è quindi più difficile considerarlo un regime. Infatti Kamenei si lascia uccidere scegliendo di non nascondersi in un bunker, ma poi ci sono manifestazioni pro governo assai consistenti e nulla cambia in quel senso. Per di più, non esisteva una minore diffusione del benessere rispetto al Venezuela che non riusciva ad estrarre tutto il petrolio da solo.
TRUMP SI E’ FATTO FREGARE DA NETANYAHU?
Trump dice che non può pensare ad un Iran con l’atomica ma, ammesso che ciò possa succedere (ad esempio, la Russia si sarebbe resa garante per la custodia dell’uranio arricchito iraniano), in tutta evidenza l’Iran vuole solo contro bilanciare le atomiche in possesso di Israele (si parla di 50 testate). Però Trump si è fatto trascinare da Netanyahu solo in parte, infatti non si devono dimenticare le forniture di petrolio alla Cina che Trump puntava sicuramente a voler controllare come sarà col Venezuela. Ma l’Iran aveva una sua strategia già chiara ed efficace per contrastare le aspirazioni di Trump.
LA FREGATURA CAUSA REAZIONI SCOMPOSTE
Trump non vede l’ora di sfilarsi dall’imbroglio in cui si è fatto trascinare e inizia a sparare cazzate contro chiunque non lo abbia appoggiato nel piano di Netanyahu. Ne ha contro il Papa e contro gli alleati della Nato. Intanto si può iniziare col dire che la Nato è un organismo di difesa, ma gli Usa non sono stati attaccati dall’Iran, invece è avvenuto il contrario, quindi perché dovrebbe intervenire la Nato?
SE LE SPARI GROSSE POI INIZIA A PIOVERE DI TUTTO
Insomma, è vero che gli Usa pagano il 60% dei costi della Nato, però prendono quasi il 100% delle decisioni. Ovvero, comandano loro. E allora di fronte all’affermazione di Trump sulla Nato che “non c’era per noi”, arrivano risposte talmente serie che sembrano bordate e abbassano il sipario sul calo del “sogno americano”.
UN ANONIMO AUSTRALIANO SPARA A PALLETTONI SUL WEB
Ecco alcuni estratti:
“Amico (Trump), tu guidi un paese con 600.000 senzatetto che dormono per strada stanotte. Un paese dove il 40% degli adulti non riesce a coprire un’emergenza da 400 dollari senza chiedere soldi in prestito. Un paese dove l’insulina costa più di una rata dell’auto e la gente la raziona per sopravvivere. Un paese dove i debiti medici sono la prima causa di fallimento personale.
La tua aspettativa di vita sta andando indietro. Sei l’unica nazione sviluppata in cui sta accadendo questo. Il tuo tasso di mortalità infantile è peggiore di quello di Cuba. I tuoi bambini fanno le esercitazioni in caso di sparatorie scolastiche tra matematica e inglese.
Il tuo salario minimo non si muove da 15 anni. Hai insegnanti con due lavori e veterani che dormono sotto i ponti, e hai appena speso mille miliardi di dollari per radere al suolo un paese che non ti aveva attaccato.
E stai dicendo che la Groenlandia è mal governata? La Groenlandia ha l’assistenza sanitaria universale. L’istruzione gratuita. Uno dei più bassi tassi di incarcerazione al mondo. Lì nessuno fallisce perché si è ammalato. Nessuno muore in una sala d’attesa perché la sua assicurazione ha detto no.
“La NATO non c’era quando ne avevamo bisogno.” Quando sarebbe stato esattamente, campione? Con l’11 settembre (torri gemelle) la NATO ha invocato l’Articolo 5 per la prima e unica volta nella storia per te. A seguito di ciò, soldati di decine di paesi si sono schierati, hanno combattuto, sono stati feriti e sono morti in Afghanistan per te. L’Australia non faceva nemmeno parte della NATO e si è presentata lo stesso. Per 20 anni. E voi ve ne siete andati alle 2 di notte senza avvisare nessuno, lasciando gli altri a fare i conti con il disastro.
Quindi, forse, prima di iniziare a dire che altri paesi sono mal governati, dai un’occhiata al tuo cortile.
LE CONTRADDIZIONI VENGONO A GALLA
Ecco cosa comporta il voler seguire Netanyahu nella sua ferocia, si scopre che il re è nudo. Se Trump aveva una parte di ragione, adesso si è messo dalla parte del torto o, per caso,
si può contestare l’anonimo australiano su qualche punto della sua invettiva?
Carlo Maria Persano

