Per una cultura nazionalrivoluzionaria europea.

La ripresa e la sistematizzazione di un nuovo pensiero nazional-rivoluzionario europeo è una tappa fondamentale del percorso per una ripartenza politica.
In un’epoca segnata da degenerazioni conservatrici, sub-spirituali, socialmente atomizzanti ed economicamente disgreganti, l’affermazione di principi immortalmente nostri, da riattualizzare in forma nuova ma coerente, è imprescindibile.
Ed è imprescindibile perché le nostre categorie sono altro dalle deformità cui assistiamo: il posizionamento europeo è fondato su una qualità trascendente che non può corrompersi assumendo categorie nemiche come l’imperialismo dissolutivo o il suprematismo xenofobo.
L’affermazione d’Europa passa dal riconoscimento del suo primato in quanto sopra e altro rispetto alle antitesi dualiste e alle definizioni per differenza.
L’Europa è un’idea, ed è tale a prescindere dal resto.

La giusta collocazione di ogni nazionalismo è all’interno d’Europa, mai fuori o contro.
La liberazione sociale e i diritti individuali all’interno di una cornice partecipativa organica, l’autodeterminazione dei popoli, la tensione verso la libertà nella cornice ideale europea, sono tutti tasselli di un mosaico dottrinario che deve riattualizzarsi in azione.
Solo su queste basi si può uscire dalla gabbia delle conformità al pensiero dominante livellato verso il basso, che vogliono l’Europa un terreno di confronto tra culture “dipendenti” dal potere imperialista dominante, siano esse di “destra” o di “sinistra”, che iniziano e finiscono collassando nel recinto dell’allevamento di bestiame in cui stagnano.

Redazione Kulturaeuropa

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