LE INTERVISTE TALEBANE. KULTURAEUROPA

Fonte: https://iltalebano.com/2026/04/01/30772/

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una inquietante polarizzazione delle relazioni internazionali: un vero e proprio scontro di civiltà che oppone l’Occidente atlantista, con il suo avamposto sionista in Israele, alla Russia slavo-ortodossa e al mondo islamico. In questo scenario drammatico l’Europa sovrana è tragicamente assente, ridotta a colonia atlantista, priva di voce e di volontà propria. Proprio per restituire dignità e centralità alla nostra cara Vecchia Europa, oggi più che mai in pericolo di smarrimento identitario, è necessario dare spazio all’Europa dei popoli.

È con questo spirito che abbiamo il piacere di confrontarci con KULTURAEUROPA, un laboratorio culturale vivo, militante e profondamente radicato nella tradizione europea. KULTURAEUROPA non è un semplice circolo di intellettuali: è un’officina di pensiero e di azione che lavora per ricostruire un’identità continentale forte, libera dai ricatti esterni e capace di stare “in piedi tra le rovine”, rifiutando il deprimente fenomeno del patriottismo per conto terzi – quello per gli Usa, per Israele, per la Russia o per l’Islam – che svuota di senso ogni autentico amore per la propria terra.

Proprio mentre scriviamo, gli ultimi sviluppi in Medio Oriente confermano drammaticamente la diagnosi del documento. La guerra USA-Israele contro l’Iran, scatenata il 28 febbraio 2026 con attacchi a sorpresa che hanno decapitato la leadership iraniana (incluso il Supremo Leader), è entrata nella sua terza settimana senza mostrare segni di conclusione. Missili e droni iraniani hanno colpito impianti energetici in Qatar e Arabia Saudita, facendo schizzare i prezzi del petrolio e del gas; Trump ha minacciato di “far saltare in aria” l’intero campo di South Pars se le rappresaglie continueranno, pur dichiarando che gli Usa “non sapevano nulla” dell’attacco israeliano al sito. Il conflitto si allarga al Libano, al Golfo e rischia di paralizzare lo Stretto di Hormuz.

In questo quadro emerge con chiarezza l’errore colossale di valutazione di Donald Trump. Il presidente aveva promesso e vantato risoluzioni fulminee: per Gaza aveva parlato di “conclusione conclusiva entro due-tre settimane” già nell’agosto 2025; all’inizio della campagna contro l’Iran aveva definito l’operazione una “short-term excursion ”, un’escursione breve destinata a durare “quattro-sei settimane al massimo”. La realtà è ben diversa: il conflitto si protrae, le ritorsioni si moltiplicano, l’economia globale è sotto shock e il piano di pace per Gaza (il suo tanto sbandierato “20-point plan” e il “Board of Peace”) è di fatto congelato.

Ancora più grave: Trump non ha fatto altro che servire gli interessi esclusivi di Israele. La guerra congiunta USA-Israele, le assassini mirati di leader iraniani, il sostegno incondizionato a Netanyahu, la ridefinizione del Comando USA per privilegiare Tel Aviv, l’abbandono degli alleati del Golfo che ora pagano con attacchi diretti sui loro impianti energetici: tutto questo dimostra che Washington agisce non per la pace o per gli interessi americani, ma come braccio armato dell’avamposto sionista. Un tradimento degli stessi alleati regionali e un’umiliazione per

l’Europa, costretta ancora una volta a subire le conseguenze di scelte altrui senza avere una politica autonoma.

Di fronte a queste rovine – identità europea dissolta, continente colonizzato, Medio Oriente in fiamme per volontà altrui – KULTURAEUROPA si erge come una risposta orgogliosa e necessaria.

Il loro laboratorio culturale è il luogo dove si forgia il patriottismo autentico: quello che non si inchina né a Washington, né a Tel Aviv, né a Mosca, ma che guarda alla storia millenaria dei popoli europei, alla loro civiltà, alla loro sovranità perduta.

Nella prossima intervista KULTURAEUROPA ci presenterà il proprio progetto, risponderà alla domanda cruciale – come essere patrioti europei oggi, in piedi tra le macerie? – e ci indicherà la via per uscire dal vicolo cieco atlantista-sionista, restituendo all’Europa la voce che le è stata rubata.

Un’occasione imperdibile per chi ancora crede che l’Europa non sia condannata a essere colonia, ma possa tornare a essere sovrana, identitaria e libera.

Benvenuti nell’intervista con KULTURAEUROPA – la voce dell’Europa che resiste.

Vuole presentarci questo interessante laboratorio culturale?

Il progetto che ruota intorno a Kulturaeuropa nasce in modo completamente autonomo nel febbraio 2020 alla vigilia della pandemia.

L’esigenza era quella di dare voce alle diverse esperienze individuali che avevano percorso, non necessariamente insieme, un lungo tratto di militanza politica e culturale e di dare un contributo metapolitico basato sulla competenza e sull’approfondimento delle tematiche più importanti, con una particolare attenzione al panorama europeo ed internazionale.

Nel febbraio 2021 si decide il grande passo: dalla produzione di podcast si passa al varo di una vera e propria web radio , quella che è oggi Radio Kulturaeuropa, affiancata oggi dal canale Youtube che ha un ottimo riscontro di visualizzazioni settimanali.

Il passo successivo fondamentale per lo sviluppo della Radio è stato sicuramente la partecipazione di diverse realtà militanti affini ( le quali curano le proprie rubriche

radiofoniche e partecipano al Comitato di redazione) che hanno portato il necessario collegamento con la realtà militante che agisce ed opera sul territorio e con le quali la Radio non ha mai smesso di dialogare e di promuoverne le iniziative.

Cio’ consente di non cadere nella tentazione dell’atteggiamento “distaccato” o disincantato” rispetto a cio’ che si muove nel panorama politico attuale, pur avendo la Radio una sua linea autonoma , in particolare rispetto al concetto di Autonomia Europea, che ne connota l’identita’ e la premessa teorica.

La novità, se possiamo dirlo, di Radio Kulturaeuropa , è stata proprio questa : quella di aver inaugurato una nuova prassi progettuale ed operativa aperta e fluida, autonoma nelle forme e nei contenuti e non dipendente da alcun Partito o gruppo.

I temi che abbiamo trattato in questi cinque anni di attività della radio sono li’ a testimoniare questo assunto: dalla politica internazionale a tutto tondo, all’attualità politica nazionale, al cinema ,alla letteratura ,allo sport, al rapporto tra Tecnica e Politica ( fulcro centrale di diverse trasmissioni animate dai giovani di Prometheica ) , al conflitto Capitale/ Lavoro, alla ricerca sulla questione dello Stato oggi, al Sovranismo ed ai suoi limiti interpretativi, alla crisi della delega e del sistema di rappresentanza, all’antimperialismo.

Il percorso oggi si è consolidato con la costituzione nel Novembre 2025 , del Centro Studi KulturaEuropa , che cura i Convegni annuali che hanno portato alla pubblicazione di tre volumi per i tipi di Passaggio al Bosco : dal primo dal titolo “Europa, Accelerazione, Potenza “ del 2023, ad “Eurotecnica” del 2024 , per finire con “EuropaPotenza” del 2025.Il prossimo volume in cantiere riguarderà la tematica dello Stato Organico Europeo , la cui uscita è prevista per il mese di maggio di quest’anno.

In un contesto di perdita di identità e centralità della nostra cara Vecchia Europa, si assiste al deprimente fenomeno del patriottismo per conto terzi: per gli Usa, Israele, Russia, Islam.

Come si può essere Patrioti europei, oggi, stando in piedi tra le rovine?

Sinteticamente possiamo dire che oggi essere “patrioti europei” o “ nazionalisti europei” vuol dire denunciare e smascherare il piccolo nazionalismo bottegaio e giacobino, retaggio da tre secoli di ogni canagliata ai danni dell’Europa, non ci piace lo sciovinismo accattone che si esercita sui formaggi, sullo champagne, sui crauti, o sulla nazionale di calcio, non ci piacciono i filorussi , i filoamericani, i filosionisti, non ci piacciono i filo qualcosa e gli sciuscià in generale, non ci piacciono gli xenofobi che confondono la lotta antimperialista dei popoli oppressi con la questione dell’invasione allogena in Europa.

Siamo quelli, invece, dell’Europa autonoma e indipendente, del Mito di Roma, , sviluppatosi nei secoli come centro di Volontà e Potenza, di civiltà millenarie che hanno le risorse creatrici per affermare la propria centralità nel Mondo e non subire dopo 80 anni, ancora le catene dell’imperialismo culturale, economico e militare dei vincitori di Yalta.

Siamo quelli che ancora hanno un senso di marcia, una direzione che porta ad un’Europa Terza Forza, che ha nel suo DNA un Principio irrimediabilmente antitetico alla visione capitalista ed economicista dell’esistenza, che parte da una Weltanschauung diversa da quella cultura occidentale a trazione angloamericana e che ancora alberga nei cuori di molti europei.

Un’Europa che può diventare un’ esempio per i popoli del mondo, in termini di sviluppo di un modello diverso dal liberalcapitalismo e dall’imperialismo e che faccia da ponte tra culture e tradizioni.

L’Europa del futuro non sappiamo che forma avrà, ma sappiamo che dovrà necessariamente affidarsi solo alle proprie forze per riacquistare spazi e potenza, perché sarebbe un grave errore sperare che qualche potenza extraeuropea possa svolgere il ruolo di salvatore del nostro Continente.

Siamo per l’Autonomia Europea in ogni settore. Unica scelta necessaria, possibile ed in linea con la Nostra Storia. Siamo quelli che vogliono recidere con le cesoie del Pensiero, ogni ghetto, ogni gabbia, ogni recinto mentale che porta alle solite scelte del cane di Pavlov.

Ed in questo senso siamo convinti che non ci si possa adagiare sul passato, ma attraverso un’ incessante lavoro di ricerca ed analisi, si debba svolgere un lavoro da “minatori”, che scavano alla ricerca di materiali da riscoprire , valorizzare ed assemblare.

Siamo per un’analisi rigorosa delle questioni e delle dinamiche del nostro tempo, per dare un contributo all’Europa di domani nella sua missione civilizzatrice di cui deve riscoprire il senso profondo.

Siamo per l’Hic et Nunc, ma con un retaggio secolare.

Paolo Guidone

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