I pupari dell’antifascismo

Il momento e’ estremamente delicato. Si e’ messo in moto in tutta Europa il solito meccanismo dei pupari dell’ ordine mafioso yaltiano. In Italia si invoca lo scioglimento di organizzazioni con argomentazioni inventate dal nulla ,e non a caso si citano a ” esempio” i peggiori ministri democristiani degli anni 70 ,in odore di ” strategia della tensione” come Taviani e Rumor. In parallelo si assiste al reiterato seppur fallimentare tentativo di non far discutere di Remigrazione come a Genova, con sotterfugi, ai quali pare non siano estranei esponenti locali di centrodestra evidentemente in debito d’ossigeno sul tema immigrazione e alle prese con l’ incognita pilotata Vannacci .Sullo sfondo di questo macabro balletto , arriva la orribile notizia , totalmente ignorata dai mass – media italiani, del pestaggio a morte a Lione di un militante nazionalista che difendeva delle ragazze aggredite dalla teppaglia antifa’, legata anche li’ alla sinistra istituzionale ed al circuito mortifero dell’ antifascismo di regime. Ora, se dovessimo trarre un bilancio di tutto questo, nessuno ne uscirebbe indenne in quanto a schifo prodotto, ma siamo della scuola che il lavoro e’ lungo e richiede pazienza , lungimiranza e analisi . Soprattutto per capire gli obiettivi del nemico , come aprire ed allargare gli spazi creati in questo periodo e come sottrarsi ai morsi dei serpenti di vario tipo e colore.

Redazione Kulturaeuropa

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