Le logiche dei movimenti sovranisti, non sono una novità per noi, in quanto falsità e parole vuote.
Sono movimenti, sovranisti solamente nel nome, che avvallano teorie politiche, che rendono l Italia, facile preda delle potenze internazionali.
Ci sarà anche il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov tra gli ospiti del prossimo congresso di Democrazia sovrana popolare, il partito fondato da Marco Rizzo nel 2023. Il congresso è in programma a Roma il prossimo weekend, sabato 31 gennaio e domenica 1° febbraio. L’intervento (in collegamento) di Lavrov, lanciato dal partito con tanto di card, promette di essere il piatto forte di sabato pomeriggio, specie se si aggiunge che al congresso del partito di Rizzo, Mosca sarà rappresentata pure sul palco dall’ambasciatore in Italia Alexey Paramonov.
Monologo, intervista, talk? «Questo non glielo posso dire, lo sveleremo all’ultimo». D’accordo, ma di cosa è stato invitato a parlare? «Del mondo multipolare», dice Rizzo, che ricorda come sul palco compariranno gli ambasciatori pure di molti altri Paesi, dal Brasile al Sudafrica sino alla Palestina. Perché noi «siamo per la pace e il mondo multipolare, non come il Corriere», affonda il colpo il politico torinese polemizzando con l’intervista a Lavrov di cui il giornale a novembre ha bloccato la pubblicazione per non dar spazio alla sua «propaganda».
Mondo multipolare che esiste solo nella loro fantasia onanistica, visti gli abbandoni da parte Russa, dei vari alleati, come Siria e Venezuela.
Nello sforzo di agguantare la pace, dunque, Rizzo o i suoi chiederanno conto con l’occasione a Lavrov dei bombardamenti quotidiani sull’Ucraina e dei continui niet a qualsiasi sforzo negoziale per cessare le ostilità che non implichi la capitolazione di Kiev? «Speriamo che ci porti buone notizie sulla pace», taglia corto il leader di Democrazia sovrana popolare. Che ricorda come, d’altronde, sia stata la stessa premier nella conferenza stampa d’inizio anno a dire che per arrivare alla pace «bisogna parlare con la Russia».
A parlare con la Russia, devono essere gli Ucraini, come sta avvenendo ad Abu Dhabi, dove una delegazione di tutto rispetto, composta dal capo dell’intelligence militare, Kyrylo Budanov, dal ministro della Difesa e segretario del Consiglio per la sicurezza, Rustem Umerov, e dal diplomatico di lungo corso Sergiy Kyslytsya. Partecipano anche il leader del partito “Servire il popolo” Davyd Arakhamia e il capo di Stato maggiore delle Forze armate ucraine Andriy Gnativ, sta portando avanti i colloqui con i Russi e la mediazione del Statunitensi.
Essi sono gli unici che hanno il diritto di controbattere alle assurde richieste Russe, in quanto unici rappresentanti del popolo Ucraino, esso si sovrano e democratico.
Il ruolo dell’ Europa è quello di sostenere l Ucraina nella battaglia, auspicando un futuro di pace in cui il ruolo dell’ Ucraina è all’ interno dell’ Ue.
I sovranisti da prefisso telefonico, restino pure a cianciare di modelli multipolari e di pacifismo, in pieno stile partigiani della pace 2.0,di sovranismo mentre scodinzolano al padrone imperialista dell’ est.
D altronde era prassi comune, ai tempi della DDR, l’ appoggio da parte dell’ Unione Sovietica ai gruppi estremisti di destra e di sinistra, presenti nella Germania Ovest, per destabilizzarla.
Oggi, visti i tempi di crisi economica in cui si trova la Federazione Russa, non si possono permettere di finanziare partiti di peso e ripiegano sui partiti di quart’ ordine. Democrazia Sovrana e Popolare e vari movimenti Europei, con la cosiddetta “Lega sovranista internazionale dei Paladini” (International Sovereigntist League «Paladins»), un nuovo network, sostenuto dall’ oligarca russo ortodosso, Konstantin Malofeev, figura vicina al Cremlino, noto per i suoi legami con Dugin e per aver finanziato milizie separatiste filorusse in Donbass già dal 2014.
I Nazionalisti Europei, vogliono spezzare le catene della Fortezza Europa, i sovranisti invece sognano di cambiare padrone, ma di mantenere il guinzaglio stretto.
Matteo Cantù

