Il cerchiobottismo della repressione

Una vasta operazione della polizia, cominciata all’alba del 18 dicembre a Torino con perquisizioni all’interno del centro sociale Askatasuna e nelle abitazioni di alcuni attivisti, è proseguita con lo sgombero dello stabile di corso Regina Margherita 47, nel quartiere Borgo Vanchiglia, occupato abusivamente dal 1996.
L’operazione, in coordinamento con l’autorità giudiziaria, è legata all’assalto condotto il 28 novembre da attivisti filopalestinesi nella redazione del quotidiano La Stampa.
“L’operazione in corso conferma ciò che, anche come regione, sosteniamo da tempo, ovvero che questo centro sociale rappresenta una realtà che si pone al di fuori del rispetto delle regole e del perimetro della convivenza democratica”, ha affermato in una nota Alberto Cirio, presidente della regione Piemonte.
“Accogliamo quindi con favore l’operato della magistratura e del ministero dell’interno, e ringraziamo le forze dell’ordine impegnate a ripristinare la legalità”, ha aggiunto.
“Fuori”, ha scritto invece sui social il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, postando una foto con la scritta: “Sgomberato Askatasuna, il blitz della Digos a Torino dopo l’assalto alla Stampa”.
Non si è fatta attendere, la risposta da parte delle varie anime della sinistra, dal PD ad Avs, che si è compattata al grido di: e Casapound quando??
“Davanti al plauso unanime della maggioranza per lo sgombero del centro sociale Askatasuna, chiediamo a Piantedosi: quando assisteremo allo sgombero di CasaPound a Roma?”, ha dichiarato il responsabile sicurezza del Partito democratico (Pd), Matteo Mauri.
“Il Pd denuncia con forza i doppi standard nella gestione della legalità: mentre i centri sociali vengono sgomberati rapidamente, CasaPound mantiene da oltre vent’anni una sede illegale in un palazzo pubblico in una zona centrale di Roma. Chiediamo al governo d’intervenire senza ulteriori ritardi, rispettando la legge e i valori costituzionali della repubblica”, ha aggiunto.
Seppur si evidenzia, che lo sgombero è avvenuto al seguito dell’ assalto alla redazione della Stampa, sappiamo bene come, pur di smarcarsi da inesistenti simpatie ideologiche, la destra di governo attua spesso una repressione (con diversi motivi e scopi)all’ ambiente della “destra radicale “.
Da qui un invito a vigilare ed essere pronti, ma soprattutto nel non festeggiare la repressione degli ambienti ai nostri antipodi, non certo per pietà umana, ma perché il sistema, nel suo cerchiobottismo, quando attua la repressione ad una parte, solitamente la attua anche all’ altra area politica, per poter dichiararsi terzo e lontano da simpatie antiche.

Matteo Cantù 

Un commento

  1. Una cosa bisogna sottolinearla. Lo sgombero non è stato effettuato per una situazione di palese violenza e di degrado umano ( se di umano si può parlare ), ma unicamente per l’assalto alla Stampa di Torino, noto megafono della “intellighentia” progressista. Hanno morso la mano di chi li ha sempre nutriti, spalleggiati, protetti. E il potere, come sempre, ha reagito. La sinistra utilizza i centri sociali come utili idioti ma solo se garantiscono l’impunità a loro stessi ed alle loro preziose ZTL ( mai viste devastate ). Il mondo della TORRE è un altra cosa.. differente… molto differente

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