In questi giorni in cui viene esplicitato nuovamente l’accordo USA/Russia per lo spartimento dell’Europa attraverso il sovranismo piccolo nazionalista. Ci sembra utile proporre delle azioni di risposta da poter suggerire all’orecchio del governo italiano in modo da essere immediatamente operativi. Naturalmente presupposto che lo sfaldamento dell’UE ed un ritorno ai piccoli stati nazionali sotto semplice egida NATO sarebbe per noi un disastro, non è detto che questo attacco non possa aiutare i principali paesi europei ad accelerare una più stratta collaborazione tra un nucleo ristretto di paesi, euronucleo (europäisches Zentrum). Attirando in seguito tutto il resto dei piccoli, ma importanti paesi del continente. Partendo dal punto di vista dell’Italia, i paesi con cui stabilire un euronucleo, saranno naturalmente Francia, Spagna e Germania. Per quanto concerne il nostro atteggiamento verso l’esterno dovremmo inoltre pensare ad un coordinamento forte con due potenze insulari, una immediatamente europea, la Gran Bretagna, e per quanto riguarda l’estero lontano più importante, ed il livello spirituale, il Giappone.
Sposare la Francia(e la Spagna)
La Francia è il nostro paese fratello più importante in Europa. La Spagna è il nostro paese gemello in assoluto. Insieme formiamo il triangolo del Sì, tre lingue neolatine, in paesi fondamentalmente di cultura cattolica che si affacciano sul Mediterraneo. A livello di potenza la Francia è sicuramente il paese più preparato, seguiamo noi ed infine la Spagna. La Spagna tra l’altro è largamente dipendente dalla Francia per quanto riguarda l’approvigionamento energetico e la politica mediterranea. Accordandosi con la Francia quindi non potremmo far altro che tirare dentro anche Madrid.
Il governo italiano dovrebbe dialogare con quello francese cercando di convincerlo che la pregiudiziale anti-identitaria non potrà che cadere se si vuole dare un governo alla Francia. Allo stesso tempo dovrebbe lavorare sul fianco del Rassemblement National per far cadere la pregiudiziale antieuropea e filorusso-sovranista. Per questi obiettivi dovrebbe cogliere con favore il lavoro dell’Istituo Iliade e dell’Istituto Eneide, e promuoverne la conoscenza.
Si dovrebbe stringere un coordinamento sulla politica di ripresa identitaria in senso cattolico, a stretto braccio col Vaticano, cosa che puo’ fare solo Roma, promuovendo una nuova idea di politica europeo-cattolica(latina) per il Mediterraneo. In chiave di contenimento della Turchia e della Russia nell’area, ed una comune politica verso il Libano e la Palestina/Israele(strategia europea per la Terra Santa). In questo ambito l’Italia dovrebbe probabilmente rinunciare ad utilizzare l’Algeria per pungolare la Francia, anche perché l’Algeria è un alleato della Russia e gioca a sua volta ad infastidire l’Italia ed i suoi interessi navali sino ad Oristano.
Nel caso l’Algeria, imbeccata dalla Russia, utilizzi le forniture di gas come arma di ricatto nei nostri confronti, dovremmo ulteriormente accelerare sul nucleare, ed in Europa non c’è paese più sviluppato in questo settore della Francia.
Per agganciare il mondo tedesco e dell’Est Europa inoltre, dato che per questa parte d’Europa la minaccia russa è una assoluta priorità, bisognerà, in accordo con Parigi stabilire una politica estera assertiva di sostegno all’Ucraina, in chiave di sovranità europea.
Tutto dovrà essere mosso organicamente dal principio fondamentale che gli europei non pestano i piedi ad altri europei. Principio per cui dovrà essere sviluppato un meccanismo di collaborazione e vicendevole controllo tra burocrazie come talaltro già previsto nel trattato del Quirinale del 2021. Per quanto riguarda le acquisizioni industriali e bancarie inoltre, naturalmente dovrà vigere il principio dell’interesse comune all’aumento di scala delle aziende europee, sebbene nel breve termine, questo potrebbe comportare perdite di posti di lavoro e di peso politico relativo in tale o tal’ altro stato membro.
Agganciare la Germania
La Germania dovrà essere tirata dentro alla formazione di un euronucleo ideato attorno all’identità latina.
Partendo dal presupposto che l’industria tedesca è legata in maniera indissolubile a quella del Nord Italia, dobbiamo far sì che questi due grandi sistemi industriali seguano uno sviluppo coordinato, in chiave di riarmo, rinuclearizzazione e soprattutto di creazione di una produzione di beni per il mercato interno, con conseguente riforma della BCE(con sede a Francoforte) in Banca Nazionale Europea, che promuova politiche di sviluppo, sganciandosi, il più largamente possibile, dal sistema produttivo cinese e finanziario americano. In questo contesto la difesa dell’Euro come moneta unica coinciderebbe con la possibilità stessa di far ripartire un mercato europeo, corrisponde alla difesa dell’idea stessa di Europa unita.
Il ruolo della Baviera(cattolica) sarà fondamentale. In chiave di aggancio della Polonia e di tutto il vasto mondo del Nord ed Est Europa, comunque già legato alla Germania, si potrebbe proporre di disporre un centro di coordinamento militare per il confine Est(Russia) a Monaco di Baviera. Questa struttura dovrà essere quella che lentamente prenderà il posto della NATO.
L’Italia dovrà essere l’eterno arbitro ed ago della bilancia dei difficili rapporti Francia-Germania.
Staccare la Gran Bretagna
Non potranno attuarsi questi movimenti se non provvedendo a che l’anglosfera non metta eccessivamente le mani nella marmellata. Sotto questo punto di vista l’Inghilterra può presentare sia un pericolo, quanto un possibile schermo dall’ingerenza USA.
Economicamente quanto militarmente lo UK ha i suoi principali interessi sul continente. L’Italia sta sviluppando con gli inglesi ed il Giappone il nuovo caccia da combattimento(Global Combat Air Program), e condivide con lo UK lo sforzo di supporto all’Ucraina. Nel contempo l’Italia e l’euronucleo dovrebbero spingere la Gran Bretagna sia ad un allineamento in senso identitario delle proprie politiche interne, cosa che d’altronde dovrebbero pensare a provvedere per tutto il continente, avvicinando sentimentalmente le popolazioni, sia alimentando in qualche modo le fratture interne, rapporti Inghilterra-Irlanda e Inghilterra-Scozia, facendo sì che queste nazionalità minori più vicine all’Europa abbiano più voce in capitolo.
L’obiettivo sarebbe in qualche modo quello di allontanare, in prospettiva staccare definitivamente, la Gran Bretagna dagli USA, per riutilizzarla come proprio fattore di potenza. Il guardiano del Nord Atlantico europeo.
In questo senso il mantenimento dell’inglese come lingua di lavoro principale dell’Europa potrebbe essere un segnale positivo nei confronti di Londra.
Puntare sul Giappone
Naturalmente tutto ciò di cui sopra non potrà essere in alcun modo realizzato senza impedire ai tre grandi imperialismi di USA, Russia e Cina, di inserirsi nelle dinamiche europee per modificarne le traiettorie. In tal senso nel settore più prossimo che è quello africano-mediorientale come nel fondamentale settore Indo-pacifico l’euronucleo dovrebbe supportare la stabilizzazione del territorio e la presa in carico di larghi spazi regionali da parte di potenze amiche.
L’Italia e la Francia hanno due delle marine più attrezzate al mondo che se coordinate e potenziate potrebbero fare molto di più, a partire naturalmente dal Mediterraneo. Il principio di base dovrebbe essere la stabilità dei paesi rivieraschi, la libertà di navigazione completa da Suez a Gibilterra, l’esclusione o il ridimensionamento di potenze ostili dallo spazio mediterraneo, Turchia, Russia e l’asse USA-Israele. L’infrastruttura per supportare questa idea potrebbe essere la creazione nel Sud Italia di una piattaforma di controllo di tutta l’area, con il potenziamento degli assetti navali in tutte le principali città portuali e la costruzione del ponte sullo Stretto. Il centro di coordinamento di questa infrastruttura potrebbe essere Napoli, con riferimento storico al porto di Capo Miseno, dove era di fonda la flotta imperiale romana.
Contemporaneamente, l’euronucleo dovrebbe spingere ad una resa dei conti tra USA e Cina, unico modo di allontanare seriamente gli USA dal continente. Per incunearsi tra i massimi contendenti dell’arena internazionale potrebbe usare il Giappone, che condivide con esso non solo il destino geopolitico, ma anche economico e spirituale.
Potenza di eccezionale rilievo stretta tra Cina, USA e Russia il Giappone condivide con noi la stessa situazione di paese medio costretto da vicini ingombranti ad una posizione di sudditanza. Una presa in carico da parte del Giappone dell’area dell’Asia Orientale, con un crollo cinese ed un ridimensionamento russo-americano sarebbe ossigeno per l’euronucleo sia dal punto di vista di un indebolimento delle tre superpotenze, sia dal punto di vista ideologico-propagandistico. I “piccoli paesi” che si riprendono un posto da protagonisti di fronte ai tre grandi imperialismi malvagi che hanno portato il sistema mondiale sull’orlo del collasso, ovviamente stringendo così un occhiolino a tutto quel vasto mondo di paesi emergenti che urgono il profilarsi di una quarta potenza, euronucleo + Giappone, che faccia da paciere in un mondo in fiamme.
Contestualmente l’euronucleo dovrebbe promuovere una riforma della visione storica impartita nelle scuole sulla Seconda Guerra Mondiale in Europa a partire da ciascuno stato membro. La Gran Bretagna e la Francia dovrebbero riconoscere la fine del secondo conflitto mondiale come una sconfitta per l’intera Europa, che ha comportato un declassamento della propria proiezione esterna. Questo dovrebbe portare ad una richiesta formale di riforma dell’ONU, con la richiesta della formazione di un nuovo consiglio di sicurezza, con seggio unico europeo, gestito da parte della commissione europea, insieme all’aggiunta di Unione Africana, Lega Araba, India e Giappone.
Per far sì che la commissione abbia più potere negoziale in ambito internazionale, in prospettiva l’Italia e l’euronucleo dovrebbero naturalmente provvedere ad una riforma istituzionale del sistema elettorale europeo, con la previsione di una nomina diretta dei membri della commissione da parte del parlamento eletto a suffragio universale.
Luigi Corbelli
Letture consigliate:
– Limes, rivista di geopolitica italiana. Il triangolo Sì. Numero 4/2021
– Europa. Mon Amour-Orientamenti per un nuovo nazionalismo europeo. Giancarlo Ferrara, Passaggio al Bosco Edizioni 2025

