Nel dibattito attuale sulla difesa,troviamo due posizioni estreme ed in contrapposizione.
Se parliamo di legittima difesa,un sondaggio ci esemplifica la situazione.
Il primo dato che balza agli occhi ha poche possibilità di interpretazione nella sua cruda chiarezza: il 52 per cento degli italiani intervistati è a favore della legittima difesa in tutti i casi di aggressione con la possibilità di usare armi per sparare contro il ladro o il rapinatore. La questione non si esaurisce qui. Il 21 per cento è a favore della legittima difesa, ma con la possibilità di usare armi solamente per difendersi e non per sparare contro il ladro o il rapinatore. Insomma, un colpo in aria, per fare un semplice esempio, viene considerato una sufficiente misura per scoraggiare o far scappare il malintenzionato.
Al di là di tutto, comunque, se noi sommiamo le due ‘voci’ arriviamo a un 73 per cento che, seppur con modalità diverse, considera giusto l’uso delle armi per difendere la propria sicurezza. In minoranza assoluta chi è contrario all’utilizzo di armi da parte del soggetto offeso: il 17 per cento non ne vuole sentir nemmeno parlare.
In apparente contraddizione, come si vede nel grafico, è la risposta alla domanda: «Terrei un’arma in casa per difendermi contro un ladro?». Il 56 per cento dei nostri concittadini dice un chiaro «No». Insomma, la realtà parrebbe diversa rispetto alle paure evidenziate dalla prima domanda. Attenzione, però. Il 32 per cento, al contrario, risponde con un «Sì». Vorrebbe tenere un’arma in casa per difendersi da eventuali aggressori. Solo 12 italiani su cento non esprimono opinioni.
Sparare si,ma non tenendo un arma in casa….Questo paradosso, si svela quando parliamo di difesa della patria,che è un dovere costituzionale di ogni cittadino (art 52).
Un sondaggio, condotto da Gallup International Association (Gia) una prima volta nel 2013 e ripetuto nel 2024 in 45 Stati in tutto il Mondo, ha chiesto a oltre 46mila persone se sarebbero disposte a impugnare le armi per difendere i confini nazionali, se necessario. Il 78% degli italiani intervistati ha risposto ‘no’, contro una media pari al 52%.
L’Italia dunque emerge come Paese particolarmente ‘pacifista’, come sembra confermare una ricerca svolta da YouTrend per Sky TG24, secondo cui l’Italia è spaccata tra chi è favorevole ad aumentare le spese militari (43%) e chi no (sempre il 43%). Quanto all’invio di truppe in Ucraina, il 38% non è favorevole in nessun caso, il 41% solo nel caso di missione di pace dell’Onu e il 10% nell’ambito della Nato.
Siamo arrabbiati, vogliosi di una dottrina sulla legittima difesa di matrice Americana(Castle doctrine) che mi permetta di sparacchiare a chiunque violi il “sacro” limes della proprietà privata borghese, mettendo a rischio il mio televisore da 70 pollici.
Poco conta se a causa di quella dottrina, in America, capita spesso che un padre spari al figlio che, uscito nottetempo da casa per andare dalla fidanzatina, rientra nella sua cameretta.
Ma il paradosso è che invece, davanti al pericolo più concreto di una guerra, gli stessi sceriffi, riscoprono la loro indole pacifista. Morire per un TV Hd si, per la Patria giammai.
E davanti a questo paradosso, che si comprende la gogna social di odio e disprezzo, contro il popolo ucraino: perché esso, con il proprio esempio e il proprio coraggio, gli sbatte in faccia la propria inferiorità. C’è chi combatte per la libertà e chi per la TV.
Matteo Cantù


Triste. Ma. d’altra parte, stiamo parlando di un popolo che celebra il 25 aprile.