Musk e la fine del lavoro

Davanti ad una platea di investitori riuniti per il U.S.- Saudi Forum, Elon Musk ha affermato che tra 20- 30 anni , grazie alla diffusione dell’IA e della robotica, il lavoro sara’ un optional e i soldi saranno “molto meno rilevanti ” di oggi grazie all’abbondanza di beni prodotti da macchine intelligenti che prevarrebbero sull’economia tradizionale cosi’ come la conosciamo. A parte la scontata considerazione che cosi’ si realizzerebbe l’idea di Marx , finora reputata del tutto utopica, la tesi di Musk contiene elementi molto interessanti circa le intenzioni dell’ oligarchia tecnologica. Il ricorso al lavoro, in quest’ottica visto come scelta personale, e non come obbligatorio mezzo di sussistenza, sarebbe supportato dall’introduzione dell’ ” universal high income”, un reddito distribuito dallo Stato perche’ ” tutti possano accedere a qualsiasi bene o servizio”.Ora la questione si presenta molto controversa, perche’ Musk non spiega come l’ottimizzazione dei mezzi di produzione ( robot, IA, digital economy) possa razionalizzare anche l’ impiego dei capitali e della massa monetaria circolante. Soprattutto, il reddito universale erogato dagli Stati , con quali mezzi finanziari sarebbe distribuito? Ancora, questa idea , anche se puo’ affascinare in superficie e condurre in teoria alla liberazione dal bisogno e al non – lavoro, non conduce invece dritti ad un comunismo oligarchico, dove una percentuale irrisoria detiene la gran parte della ricchezza e del know- how tecnologico e la massa vive di sussistenza statale, “generosamente” elargita dagli Stati, a questo punto agenti pagatori degli oligarchi , come gia’ in parte sono? Sicuramente quanto afferma Musk e’di indubbia rilevanza, perche’ rivela intenzioni non solo sue personali e sicuramente va analizzato e compreso fino in fondo.

Redazione Kulturaeuropa

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