Europa Mon Amour – Orientamenti per un nuovo nazionalismo europeo

Giancarlo Ferrara, Europa Mon Amour. Orientamenti per un nuovo
nazionalismo europeo. Prefazione di Francesco Ingravalle, Firenze,
Passaggio al Bosco, 2025
Ci sono libri che si limitano, volutamente o meno, a rispecchiare uno
status quo senza proporre visioni e prospettive alternative o di
superamento dialettico. Ce ne sono altri, e questo è il caso, senza ombra
di dubbio, del recentissimo Europa Mon Amour (edito da Passaggio al
Bosco in data 16 ottobre 2025) in cui l’Autore, Giancarlo Ferrara, offre
al Lettore una chiave interpretativa che gli permette di orientarsi
all’interno della complessità dell’orizzonte storico politico presente,
individuandone sia gli aspetti critici, sia gli elementi potenzialmente
positivi al fine della costruzione di assetti futuri di costruzione di un
nuovo ordine.
Il problema di fondo, riguardante il nostro “vecchio” continente, è
chiaro: l’Europa di oggi, pur presentandosi come entità
burocraticamente unitaria, soprattutto in alcuni ambiti (economia,
commerci etc.) data la presenza di regolamenti e normative vincolanti
per i 27 Paesi dell’Unione, è ben lungi dal presentarsi quale Stato a tutti
gli effetti, ma quale Confederazione, de facto, di Stati sovrani. E questo
porta a precise conseguenze: manca ancora, ad esempio, una politica
estera comune, prevalendo la capacità decisionale ed autonoma dei
singoli Stati; manca una politica fiscale comune, con tutte le criticità
che ciò comporta; non esiste, in atto, un apparato di leggi unitario;
manca ancora, anche se, negli ultimi mesi si possono riscontrare segnali
importanti di un certo risveglio in materia, un esercito comune in grado
di difendere l’autonomia continentale, pur permanendo, ed è un’altra
questione spinosa, l’apparato atlantico (Nato) che tende ad assumere il
ruolo di tutore degli interessi dell’Occidente, a trazione statunitense, più
che dell’Europa. E il conflitto in Ucraìna sembra riproporre la logica
spartitoria del nostro continente, fra i due imperialismi, quello russo e
quello statunitense, in apparenza opposti, ma, come ai tempi della
Seconda guerra mondiale, alleati nella neutralizzazione di ogni volontà
di potenza europea. Ferrara rifiuta un approccio “reazionario”, volto ad
esaltare qualche momento storico del passato più o meno remoto,
assumendolo a paradigma del presente. Così come vuole superare
logiche e schemi interpretativi del secolo scorso, ormai definitivamente
superati nel mondo postmoderno e della postdemocrazia. Mondo
caratterizzato dalla mancanza di riferimenti ideologici stabili, tipico di
quella “società liquida”, priva di “forma” (nel senso di “sostanza
profonda”), che permea il disorientato individuo atomizzato dei giorni
nostri, indifferente ad ogni dimensione identitaria e di Comunità
organica. L’Autore non improvvisa. Il suo sguardo parte da lontano: dai
contraddittori anni Settanta del Novecento. E fa riferimento ad Autori,
quali Adriano Romualdi, Gabriele Adinolfi, Francesco Ingravalle,
Adriano Scianca, ai giovani “accelerazionisti” eretici” quali Francesco
Boco, Carlomanno Adinolfi ed altri ancora, i quali hanno inteso definire
con forza, e in modo inequivoco la questione europea, volendo
oltrepassare le inconcludenti vie di un sovranismo miope, e riferimenti
a modelli stranieri, ancora purtroppo in voga, d’ordine autocratico o
leaderistico. L’Europa dev’essere un’Idea-Forza, da declinare alla luce
del contesto attuale, pur nella fedeltà ai miti fondativi del continente
nostro, che s’innestano nel patrimonio ancestrale indo-europeo, nella
esemplarità del mondo ellenico, creatore di quelle categorie filosofiche
e logiche che determinano tuttora le strutture del linguaggio e del
pensiero, e della Civiltà di Roma, con la sua Weltanschauung orientata
al Sacro e la statuizione degli apparati giuridici che ancora stanno alla
base del Diritto in gran parte del mondo civile. Non è un caso che il
libro di Ferrara rechi, come sottotitolo “Orientamenti per un nuovo
nazionalismo europeo”. E questo è sia esito del percorso metapolitico
di KulturaEuropa, Centro Studi fondato proprio dal nostro Autore e da
altri soggetti di quell’area un tempo definita nazionalrivoluzionaria, sia
punto di partenza finalizzato al consapevole risveglio dell’Identità e
Imperialità europea. Il Centro Studi, a partire dal 2022, ha prodotto – in
linea con l’Idea di un’Europa Nazione, Patria di una Visione organica e
omnicomprensiva; di un Progetto di positiva Potenza, da interiorizzare
nel profondo delle coscienze dei popoli, prima ancora della sua
esplicitazione in forme istituzionali esteriori – tre volumi, pubblicati
sempre da Passaggio al Bosco: Europa-Accelerazione-Potenza;
Eurotecnica; PotenzaEuropa. Tali volumi, che hanno incontrato e
stanno incontrando reale interesse soprattutto a livello di pubblico
giovanile, raccolgono gli atti dei tre omonimi Convegni tenutisi a
Roma, la città eterna che ha anche visto, col Trattato del 1957, la nascita
del primo nucleo concreto di una rete di solidarietà e di cooperazione
tra i popoli del continente.
Molto ricca l’analisi che emerge dalle pagine di Europa Mon Amour.
Analisi, che qui ci limitiamo ad indicare sommariamente per non
privare il Lettore dell’originalità di approccio che lega elaborazione
teorica a concrete proposte operative; analisi che tocca aspetti di grande
rilievo attuale riguardanti l’Europa e il suo possibile, quanto
auspicabile, ruolo futuro. Alludiamo alla ormai conclamata ed evidente
crisi del modello democratico-rappresentativo, connessa alla sempre
più invadente presenza di lobbies, crisi da superare in vista di una
autentica partecipazione alla cosa pubblica dei popoli; agli attuali assetti
dell’apolide -per sua stessa natura- capitalismo finanziario; allo iato fra
capitale e lavoro; alle problematiche connesse alle risorse energetiche;
agli sviluppi delle tecnologie d’avanguardia; alla drammatica crisi
demografica e migratoria; ai rapporti fra il mondo economicamente
avanzato e il resto del pianeta. Soltanto una nuova forma di Stato,
federale, organico, sociale, partecipativo, soggetto di sovranità sarà in
grado di riportare l’Europa a quella posizione centrale che le compete.
È evidente che stiamo attraversando un momento epocale e che la Storia
non si ferma. Così come è evidente la necessità di agire nel presente con
chiara consapevolezza non solo di un passato archetipico, che, se inteso
in termini avulsi, rischierebbe di rimanere lettera morta, se non
adeguatamente attualizzato, ma soprattutto, di voler oltrepassare le
anguste ed autoreferenziali prospettive che, negli ultimi decenni hanno
depotenziato un’intera area politica, in Italia e non soltanto.
L’alternativa sarebbe la fine della nostra Civiltà.
Giuseppe Scalici

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *