Il parlamento del Perù ha rimosso la presidente Dina Boluarte tramite un procedimento di impeachment molto rapido: è stato avviato giovedì mattina e si è concluso poco dopo la mezzanotte, con un consenso trasversale. Contro Boluarte sono state presentate 4 mozioni di sfiducia, sostenute con un’ampia maggioranza da tutte le forze politiche. Ciascuna mozione ha ricevuto non meno di 113 voti favorevoli su 130 (erano necessari almeno 87 voti favorevoli).
Boluarte era stata accusata di «incapacità morale permanente». Ciascuna mozione presentava motivazioni diverse, ma tutte facevano riferimento al fatto che, secondo i suoi critici, Boluarte non era stata capace di frenare le violenze crescenti legate alla criminalità organizzata nel paese. Tra le altre motivazioni citate c’era anche il suo coinvolgimento in uno scandalo legato al possesso di orologi di lusso, il famoso Rolexgate che avevamo approfondito in una puntata di Plus Ultra,e le accuse di negligenza per un’assenza di una decina di giorni nell’estate del 2023, durante i quali Boluarte si era sottoposta a un intervento di chirurgia estetica senza informare il parlamento.
La rimozione di Boluarte è stata approvata anche dai partiti che finora hanno sostenuto il suo governo: Rinnovamento Popolare, guidato dal sindaco di Lima Rafael López Aliaga, e Forza Popolare, il partito populista di destra fondato dalla figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori, Keiko Fujimori. Come detto però è stata sostenuta da tutte le forze politiche, compreso il Blocco Socialista e i partiti progressisti di sinistra.
Boluarte era presidente dal dicembre del 2022, quando aveva sostituito l allora presidente Pedro Castillo, ex insegnante di sinistra di ispirazione marxista rimosso per aver tentato un auto golpe.
Da tempo i suoi livelli di consenso tra la popolazione erano bassissimi: secondo un sondaggio di fine settembre, più del 93 per cento dei peruviani disapprovava il suo operato. Su questo giudizio ha pesato in particolar modo la risposta del governo all’aumento dei crimini violenti, giudicata inefficace.
A tutto questo si aggiunge il fatto che Boluarte è stata accusata, in quanto comandante in capo delle forze armate e della polizia, di aver avuto un ruolo centrale nella violenta repressione delle proteste avvenute in Perù tra il dicembre del 2022 e il marzo del 2023, in cui vennero uccisi 50 manifestanti e un agente di polizia.
Come previsto dalla Costituzione, il presidente del parlamento unicamerale del Perù, José Jerí, ha prestato giuramento come presidente ad interim. Le prossime elezioni sono previste per l’aprile del 2026.
Il vincitore, avrà una sfida ardua davanti a sé, vista la situazione attuale della paese.
Matteo Cantù

