Lo spazio culturale che si doveva occupare, era quello di avviare un processo di formazione di una diffusa coscienza giovanile nazionalrivoluzionaria e invece.. Invece constatiamo , in generale, un preoccupante immobilismo teorico e di conseguenza pratico, con lodevoli eccezioni, che risulta in un’ incapacita’ nell’uscire fuori, nell’andare oltre gli schemi preconfezionati, le sterili critiche alla modernità, la questione dell’immigrazione come ossessione monotematica, l’atteggiamento reazionario su tanti temi , compresi quelli sociali ed Internazionali. Non sappiamo se questo atteggiamento impolitico e privo di ogni incidenza sulla realtà, sia da imputare a pigrizia mentale, a incapacità di uscire dalla propria comfort zone o più semplicemente dall’aver accettato il peggio di certa destra, ma noi di Kulturaeuropa in questo tipo di visione non ci ritroviamo per niente. Noi vogliamo lavorare per un’alternativa rivoluzionaria europea che si lasci indietro i detriti del ” missinismo ” , del neofascismo e di un’ identitarismo sterile e puramente difensivo ( di cosa poi?). Costruire un’ alternativa di società in campo economico, sociale e politico, questo dovrebbe essere il compito da svolgere e dire la nostra su tutti i temi internazionali che riguardano l’Europa, finendola una buona volta con un nazionalismo ormai vuoto e spesso dannoso. Non si può e non si deve consegnare le giovani generazioni al nemico senza neppure cimentarsi, semplicemente astenendosi dal prendere posizione. Sarebbe il massimo della resa.
Redazione Kulturaeuropa

