Elezioni in Moldavia : uno schiaffo a Putin.

Si sono svolte sabato 28 settembre, le elezioni per il rinnovo del parlamento moldavo, composto da 101 deputati. La Moldavia è una repubblica parlamentare, il Parlamento della Moldavia ha l’autorità principale di creare leggi e nominare il governo, e i poteri esecutivi derivano principalmente da quello legislativo.

Nonostante i sondaggi, parlavano da settimane di testa a testa tra il Pas, Partito di Azione e Solidarietà del presidente Maria Sandu e il Blocco elettorale patriottico, composto da 4 partiti: il Partito dei Socialisti della Repubblica di Moldavia (PSRM; allora guidato da Igor Dodon), il Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldavia (PCRM; allora guidato da Vladimir Voronin), il Partito del Futuro della Moldavia (PVM; allora guidato da Vasile Tarlev) e il Partito del Cuore della Moldavia (PRIM; allora guidato da Irina Vlah)i risultati sono stati molto netti.

Il Pas ha vinto le elezioni con il 50,20% ottenendo 55 seggi(la maggioranza è di 51)mentre il Blocco Patriottico si è fermato al 24,17%,meno della metà, ottenendo solamente 26 seggi.

Dalla Federazione Russa, arrivano proteste per l’aver impedito al PRIM di Irina Vlah, di partecipare alle elezioni.

Il Partito del Cuore della Moldavia è stato escluso dalla lista dei candidati del blocco due giorni prima che si svolgessero le elezioni per accuse di finanziamento illegale.

A inizio settembre alcuni dirigenti di Cuore della Moldavia erano stati incriminati per corruzione degli elettori, finanziamenti illeciti e riciclaggio di denaro. Una sentenza della corte d’appello di Chișinău, aveva poi limitato per un anno le attività del partito.

La presidente europeista Maria Sandu aveva accusato la Russia di stare spendendo «centinaia di milioni di euro» per influenzare le elezioni di domenica. Il suo Partito di Azione e Solidarietà (PAS) è l’unico, tra quelli che nei sondaggi superavano la soglia di sbarramento, a essere convintamente a favore dell’ingresso nell’Unione Europea, per il quale la Moldavia è candidata dal 2022.

Molti politologi moldavi sospettano che Irina Vlah sia “parte della strategia del Cremlino” travestita da candidata ideologicamente filo-europea. Il deputato del PAS, Radu Marian, ha chiamato il progetto Piattaforma Moldova di Vlah “Piattaforma del Cremlino”. La strategia è chiara, difatti Ungheria e Slovacchia, vicino alla Russia di Putin, utilizzano l’arma del voto unanime, per bloccare scelte decisive dell’ Ue.

Sicuramente non tutti gli elettori del Blocco Patriottico sono filorussi e agenti del cremlino, sicuramente molti sono scontenti della situazione economica della Moldavia non rosea, ma che la federazione russa agisca in questo modo è cosa ormai nota e da alcuni rivendicata.

Ed è anche sicuro che l’esclusione del partito di Irina Vlah non è certo la causa della sconfitta del Blocco Patriottico, perchè molti dei voti sono comunque confluiti verso gli altri tre partiti che componevano il cartello elettorale, ma condividiamo l’intransigenza della Moldavia per salvaguardare la sua indipendenza decisionale, visto anche i loro trascorsi con politici filorussi.

Basta analizzare la storia di Ilan Shor

Shor, oligarca con doppia cittadinanza israeliana e della federazione russa.

È stato il presidente del partito  Șor

Il suo partito filorusso, il Partito Șor, è stato bandito dalla Corte costituzionale della Moldova il 19 giugno 2023 dopo mesi di proteste organizzate dal suo partito. Secondo la corte, queste proteste erano progettate per destabilizzare la Moldavia e fomentare un colpo di stato al fine di installare un governo filo-russo. La Corte costituzionale ha revocato il divieto il 27 marzo 2024

Shor aveva dichiarato di ritenere che “l’unica salvezza” per la Moldavia era l’ unione con la Federazione Russa “e che non ha senso parlare di indipendenza del Paese”.

Lo stesso personaggio é stato condannato per aver preso parte ad una frode bancaria da un miliardo di dollari.

La Corte di Appello di Chișinău ha condannato Ilan Șor a 15 anni di prigione per il suo ruolo nella frode bancaria moldava avvenuta tra il 2012 e il 2014. La Corte ha anche stabilito la confisca di beni per 250 milioni di euro che appartengono (direttamente o tramite intermediari) a Șor.

La truffa del secolo sarebbe stata ideata dallo stesso Șor, al tempo presidente del consiglio di amministrazione della Banca de Economii. Un miliardo di dollari furono trasferiti in Regno Unito e a Hong Kong presso società fittizie, poi depositati in conti bancari lettoni. La truffa fu attuata tramite uno schema piramidale alla Ponzi: i prestiti ad una banca venivano pagati con altri prestiti bancari. Gli enormi prestiti – oltre i limiti delle capacità delle banche – furono resi possibili grazie alla copertura di altrettanti prestiti provenienti da compagnie russe.

A fine 2014 le tre banche coinvolte dichiararono la bancarotta. Il governo moldavo, guidato Iurie Leancă, le salvò in segreto tramite prestiti di emergenza del valore di 870 milioni di dollari, coperti da risparmi statali, creando un buco nel bilancio del paese pari al 12% del PIL.

Ilan Shor ha cercato, anche nelle ultime elezioni, di influenzare il voto.

La BBC ha pubblicato un’inchiesta  che svelano le manipolazioni russe all’interno delle elezioni moldave. Aiutata da una giornalista sotto copertura, la Bbc è riuscita ad infiltrarsi e smascherare l’immensa rete russa di fake news riguardanti la Moldavia. Quattro mesi prima delle elezioni, la reporter ha ricevuto istruzioni per unirsi a un canale privato su Telegram. Il canale, chiamato “Electoral Hackathon”, reclutava i partecipanti, invitando giovani moldavi a lezioni online su come diventare “influencer elettorali pagati” per poi presentarsi al pubblico come volontari e diffondere disinformazione sull’attuale governo.

Ai giovani influencer veniva insegnato come creare siti, profili e post falsi, utilizzando l’intelligenza artificiale, per produrre rapidamente il maggior numero di articoli e immagini attaccando l’attuale governo, la presidente Sandu e l’UE. I contenuti, diffusi su TikTok, Facebook e Instagram, mirano ad amplificare la propaganda filo-russa diffondendo disinformazione su larga scala. Parallelamente, i reclutati venivano pagati per condurre sondaggi fasulli, fingendo di rappresentare un centro studi inesistente. Le domande erano manipolate per screditare il governo e favorire il partito filo-russo Moldova Mari.

La Bbc è riuscita a risalire alla fonte dei pagamenti fatti agli influencer riconducendoli alla PSB Bank, banca statale russa attualmente sotto sanzioni internazionali. Ad agire come intermediario tra i fondi russi e le interferenze elettorali è Ilan Shor, oligarca filo-russo, condannato in Moldavia per frode a rifugiato in Russia. Secondo le autorità moldave, Shor coordina il finanziamento della propaganda russa nel paese, seguendo le istruzioni di Mosca.

Prossimamente analizzeremo in una puntata, la questione delle elezioni moldave e ciò che dobbiamo studiare attentamente.

Sicuramente dobbiamo capire che la federazione Russa, nemica ad oggi dell’ Europa, cerca di influenzare le politiche dei singoli paesi europei, per indirizzarle a suo favore e fa ciò tramite metodi legali e illegali.

Come Europei  dobbiamo essere consapevoli di questo e auspichiamo che ogni singolo paese, preservi la libertà del potere decisionale del paese, da influenze, voti di scambio, fake news e attacchi hacker.

E dobbiamo esserlo sopratutto in quanto Italiani, cittadini di un paese permeato da propaganda filorussa in modo preoccupante per la verità e la nostra sovranità.

Matteo Cantù

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