Il tempo delle favole è finito

L’omicidio di Charlie Kirk è solo l’ennesima dimostrazione di come la narrazione democratica che dipingeva il mondo postbellico come l’inesorabile ascesa verso un mondo alla Imagine: inclusivo, resiliente e chiacchiere varie siano appunto chiacchiere. Siccome le bugie hanno le gambe corte e le utopie di solito sono l’ultimo rifugio dei furfanti, oggi il Re è Nudo e soprattutto in Europa, tutte le canaglie sgranano gli occhi manifestando finto stupore davanti a guerre, genocidi, violenza politica e tensioni sociali di ogni tipo. Vorremmo ricordare agli smemorati furfanti intellettuali che questi mezzi sono sempre stati utilizzati dal Potere, sia esso autocratico o democratico, per gestire gli equilibri nazionali ed internazionali con il terrore e la paura e in Italia dal dopoguerra in poi dovremmo saperne qualcosa. Non esiste la pace perpetua e una società senza violenza, perché i rapporti sociali, economici e tra lobby e gruppi di potere si fonda sulla violenza e sull’esercizio della paura .Il tempo delle favole è finito, come è finito il circo degli imbonitori di sistema: oggi con la guerra imperialista contro l’Ucraina, il genocidio in corso a Gaza, la strategia della tensione su scala mondiale, appare chiaro che non è la natura del regime al potere a mutare l’utilizzo o meno della violenza, ma che tutto si regge sul l’ equilibrio mafioso intrinseco alla lotta tra fazioni gangsteristiche che prosperano nel modello capitalista e imperialista.

Redazione Kulturaeuropa

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