Gianni Alemanno, viene arrestato la notte del 31 dicembre, dopo la revoca dei servizi sociali. Avrebbe dovuto svolgere attività presso la struttura ‘Solidarietà e Speranza’ che si occupa di famiglie in difficoltà e di vittime di violenze ma è accusato di una “gravissima e reiterata violazione delle prescrizioni imposte”. Deve scontare una condanna a un anno e 10 mesi per traffico di influenze.
Da quando si sono aperte le porte del carcere ha deciso di tenere un diario che viene pubblicato su internet. Un racconto di quel girone dantesco che è il carcere di Rebibbia, ma che potrebbe essere benissimo scritto in uno dei 190 carceri italiani.
Quello che ha fatto più scalpore si intitola: DIARIO DI CELLA 12. ARRIVA IL MOMENTO PIÙ DIFFICILE: IL CALDO ARROVENTA IL SOVRAFFOLLAMENTO.
MA LA POLITICA DORME (CON L’ARIA CONDIZIONATA).
Il testo ci racconta delle condizioni disumane del carcere che vengono rese insopportabili dal caldo rovente dell’ estate. Celle sovraffollate che si trasformano in forni, nei quali essere umani subiscono la tortura di una detenzione disumana.
Sui social la maggior parte delle persone commenta sdegnata, non dalle condizioni di detenzione, ma dalle richieste dei detenuti di non morire di caldo.
“Cosa si aspettano il grand hotel ? Le condizioni sono fin troppo umane. Chi è una brava persona in carcere non ci finisce.”
Queste persone si sbagliano di grosso perché molto spesso in carcere ci sono molti innocenti. Pensiamo agli errori giudiziari, come Beniamino Zuncheddu, un pastore sardo che ha trascorso 33 anni in carcere per un triplice omicidio che non ha commesso. Un altro caso emblematico è quello di Enzo Tortora, un noto conduttore televisivo, accusato ingiustamente di associazione camorristica e traffico di droga. Dal 1991 sono stati riconosciuti 222 errori giudiziari ed inoltre il 30% ,di chi è in detenzione cautelare in carcere, viene assolto dopo aver passato mesi, se non anni, in condizioni disumane da innocente. E non è affatto detto, che questo trattamento ingiusto, non possa capitare a te che leggi e che pensi: “io non finirò mai in carcere perché sono onesto”….
L’ appello di Alemanno è stato ripreso da persone a lui vicine come Francesco Storace ma anche a lui lontane come il senatore del Pd, Michele Fina.
Da sempre, con Lybra, ci occupiamo delle condizioni dei detenuti e del sistema carcerario denunciando le condizioni disumane.
Oggi queste condizioni tornano d’ attualità grazie alla denuncia di Alemanno dal quale abbiamo totale distanza politica, ma vicinanza in quanto detenuto in un inferno circondato da mura, dal nome penitenziario. Così come ci occupammo della detenzione disumana al 41 bis di Alfredo Cospito, con l onestà intellettuale che ci contraddistingue.
Speriamo che questo evento serva innanzitutto a far conoscere e comprendere la realtà del carcere ,soprattutto a chi volutamente ha sempre chiuso gli occhi davanti alla realtà, e che la politica si occupi realmente del miglioramento delle condizioni del sistema penitenziario italiano, questa si reale azione che incide sulla sicurezza al contrario del fantomatico, inutile e incostituzionale Dl sicurezza.
Matteo Cantù


Ottimo!