Con l’escalation militare delle ultime ore la sovranità e l’integrità della Repubblica Iraniana sono state gravemente minate da quello che appare oggi come uno dei più gravi atti di prevaricazione degli ultimi anni.
Le operazioni unilaterali di bombardamento e distruzione di strutture civili ed infrastrutture energetiche persiane da parte delle forze armate israeliane non possono non essere lette alla luce della costante attività di destabilizzazione della regione del medio levante perpetrata con macabra dedizione dai leader dello stato ebraico.
Il diritto internazionale è stato nuovamente violato in uno scenario paradossale in cui l’aggressore israeliano, stato che non aderisce ad alcun organismo di controllo o non proliferazione nucleare, si arroga il diritto di ostacolare il percorso di autodeterminazione energetica ed emancipazione economica di una nazione come l’Iran che invece osserva le più rigorose norme dei consessi internazionali in materia di nucleare.
Aver coinvolto, nell’odioso gioco delle parti, gli Stati Uniti della presidenza Trump amplifica lo sfregio alla cooperazione internazionale ed al diritto dei popoli e delle nazioni. La minaccia statunitense alla pace mondiale, palesata con l’operazione di bombardamento, assume infatti i tratti inquietanti del peggior imperialismo. Senza diritto alcuno le vite di migliaia di iraniani e la stabilità di una intera regione del mondo sono stati sacrificati.
Tutto questo a seguito, vale la pena ricordare, di attacchi mirati a personale dello stato e militari iraniani all’interno del loro paese, ad omicidi di scienziati e uomini di cultura, alla massiccia denigrazione e delegittimazione dell’impianto amministrativo e statale di una nazione sovrana.
Alla luce della costante minaccia rappresentata dalle scelte militari e politiche di Israele e dall’incondizionata complicità degli Usa ci chiediamo come possa l’Europa non indignarsi e non intervenire per tutelare, oltre al diritto delle genti, i suoi interessi e le proficue relazioni che da decenni la legano alla repubblica iraniana.
Ancora una volta si palesa il volto nuovo del terrorismo internazionale perpetuato non già da gruppi od organizzazioni ma da stati, oggi preda del più bieco fondamentalismo politico. Da Gaza alla Siria, dall’Africa all’Iran gli strumenti di repressione di Israele appongono una imperdonabile firma di sangue su ognuno di questi atti.
Fronte Europeo per la Siria

