Il fenomeno dell’insicurezza sociale e della precarietà è un fenomeno legato allo sviluppo della società capitalista ed ai “valori” che stanno alla sua base. L’individualismo , l’assenza di nozioni quali lo spirito di Comunità, il successo e il denaro quale metro essenziale di valutazione della riuscita dell’individuo sono alla base della piramide delle società contemporanee. In quest’ottica , l’assenza di indirizzo etico e di auctoritas da parte dello Stato liberale, facilita la frantumazione delle coscienze che portate alla mera valutazione utilitaristica delle proprie azioni, non percepiscono , se non in base al principio della minaccia della sanzione coercitiva, la liceità morale o meno di determinate azioni. In questo vuoto, si inserisce anche la questione dell’immigrazione clandestina che ripropone in modo ancora più drammatico, i medesimi problemi, aggravati dal diverso portato culturale e di valori, confliggenti tra loro e non riducibili ad unum , se messi sul piano della mera competizione materiale e di forza lavoro, legale o illegale. Ergo, la spirale “falsa integrazione- contenimento repressivo del fenomeno”, continuerà ad avvitarsi su sé stesso, provocando tensioni etniche e problemi soprattutto nei quartieri popolari urbani , messi già duramente alla prova nella competizione quotidiana per la sopravvivenza .
Redazione Kulturaeuropa

