Logos e Tradizione

“In questo senso sotterraneo, la Tradizione è sempre esistita, esiste anche oggi e non certo per una qualsiasi contingenza dei destini degli uomini essa andrà perduta” Rivolta contro il mondo moderno (1934). Così Evola ricorda che nessun evento, per quanto catastrofico, può giustificare colui che abbandona il principio di vita secondo Tradizione: non è mai tardi per farsene vessilliferi, per ricongiungersi al principio di Ar, per tornare a curarsi del giudizio degli Antenati…Il mito sovraumanista vola più in alto delle bassezze della materia!
Ma come possiamo essere autentici tradizionalisti al giorno d’oggi? Che cosa pone il Superuomo al di sopra dell’uomo-bestia, schiavo dei suoi istinti? Non è di certo il corpo a distinguerli, in quanto entrambi ne dispongono, ed è da considerarsi fuori discussione che la differenza tra essi sia imputabile alla sola ragione: sono entrambi capaci di ragionare, di svolgere un calcolo che li porti al raggiungimento di un obiettivo. Il materialista si fermerebbe qua, concludendo che un Superuomo ed un uomo-bestia sono in realtà uguali, che di conseguenza queste definizioni non hanno motivo di esistere, che esiste solamente la categoria umanità e che questa possa essere vedersi suddivisa in sottoinsiemi esclusivamente in virtù di un interesse comune (vedi proletari e borghesi). Il tradizionalista è di un altro avviso, il suo punto di vista è sovraumanista: egli rifiuta la bassezza del materialismo per volgere il suo sguardo al di sopra, squarcia il velo di Maya per vedere che la Volontà di Potenza è il discriminante tra esseri umani. In questo senso, la Tradizione rappresenta la direzione verso cui tende la volontà. Essa è il principio fondante, un retaggio verticale custodito da pochi, un ordine superiore ed immutabile, che in quanto tale non risente delle contingenze. Per esercitare la Volontà di Potenza è necessario riappropriarci del significato originale di lògos. Esso nasce nella pragmaticità, come espressione che indica l’azione di “raccogliere e distinguere”. Dunque, se lògos è la facoltà di individuare il principio al quale consacrare la propria vita e la causa per cui immolarsi, esso è il contrario della ratio (=ragionamento, pensiero calcolatore) ed è la soluzione ai problemi della modernità.

Giovanni Bonafe’

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