Sergio Vive !

Una promessa può essere qualcosa di vago, fino all’istante in cui entra in gioco il concetto di lealtà “.

Non ci siamo mai visti di persona, Sergio, ma si può dire che ormai è da più di vent’anni che ti conosco.

Sei quel ragazzo di poco più grande coi capelli lunghi che mi ha accolto con quel sorriso bonario la prima volta che sono entrato quasi per caso – o forse per destino – in sezione.
Sei il nome sulla targhetta della “saletta del fronte” zeppa di manifesti (che poi già non era più “fronte”, ma poco cambia) , sei quella storia letta da adolescente per la prima volta, che mi ha fatto rabbrividire e piangere di rabbia, ma anche inorgoglire.
Sei quell’ esempio di coraggio e sacrificio che mi ha sostenuto nel continuare a lottare nei momenti in cui tutto sembra andar storto e avrei voluto mollare, sei gli occhi in tempesta di mamma Anita che scendeva a star con noi quando ci radunavamo in via Paladini.
Sei quel viso di 18 anni sui manifesti affissi ogni anno, coi capelli che profumano di colla e di smog.

A differenza tua quei 18 anni tuoi eterni li ho passati da un pezzo, ho avuto la benedizione di invecchiare e non sono più – almeno anagraficamente – quel ragazzino che ti ha incontrato quel giorno, ma da quel giorno sei rimasto con me e così sarà per sempre, perché percorrere una strada è anche fare una promessa a chi ci ha preceduto, a chi ha lottato per la nostra Idea e a chi per essa è caduto, da martire.
Da martire e da eroe.
Per sempre!

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