FONTE: https://venetofronteskinheads.org/beta/2025/04/25/europa-potenza-libera-sovrana-armata/
In questo 25 aprile, data nefasta che segna l’inizio del vassallaggio italiano ed europeo nei confronti di potentati extra continentali, ribadiamo in modo chiaro ed inequivocabile l’affermazione dell’Idea di Europa Potenza.
Se a Washington gli europei vengono oggi definiti come parassiti, al Cremlino si accusa il nostro continente di Eurofascismo, come nemico comune di quei due blocchi che ottant’anni fa divisero l’Europa con la spartizione del vecchio continente, attraverso quella logica criminale generata dalla conferenza di Jalta.
La stessa strategia divide et impera che a distanza di decenni necessita di essere (ri)attualizzata dal giogo anti europeo.
Una logica promossa da due facce della stessa medaglia: una di stampo occidentale e l’altra dalle vestigia neo sovietiche, che si ripropone a seconda degli sviluppi e dei nuovi assetti contingenti, ripercuotendosi oggi sulla pelle del popolo ucraino.
Oggi, a distanza di quell’aprile 1945 che qualcuno sosteneva avesse sancito la fine della storia, l’Europa si trova davanti all’enorme opportunità di poter compiere un primo passo verso il proprio affrancamento in ambito militare.
Tenendo conto di tutti i limiti del caso e con le dovute reticenze verso l’idealizzazione entusiasta delle sovrastrutture che oggi rappresentano l’Europa; con la perplessità verso i rappresentanti di un mondo ideologico, politico, finanziario, economico e sociale creato perlopiù ad immagine e somiglianza di una tecnocrazia finanziaria, ribadiamo in questa ricorrenza e in questo luogo altamente simbolico un concetto molto semplice: i neutrali non hanno mai dominato gli eventi, li hanno sempre subìti.
L’integrazione europea non è un miraggio anacronistico predicato dai nostalgici, ma è tutt’ora l’unica strada autenticamente rivoluzionaria in fedeltà con l’Origine e quindi con il Destino dei popoli europei: è un percorso promosso dalle avanguardie delle rivoluzioni nazionali del secolo scorso, un progetto di Nuovo Ordine europeo che è stato interrotto attraverso una guerra mossa dal mondo intero contro di noi esattamente ottant’anni fa.
Oggi, l’idea di unità europea passa inesorabilmente attraverso una difesa comune e un primo passo verso questa direzione deve esser compiuto.
Che questo processo passi da chicchessia e sia promosso da chi opera per finalità ben diverse rispetto le nostre, poco cambia. Perché sono i nostri orizzonti a contare.
L’appartenenza all’Europa è un nesso di Civiltà, che è tangibile attraverso quell’asse verticale che evoca il nostro Simbolo.
Ma esiste anche un asse orizzontale di cui non possiamo non tener conto, che passa oggi attraverso l’affermazione strategica dell’Europa come soggetto alternativo al duopolio americano e cinese, partendo dalle strutture che oggi la rappresentano.
Non esiste libertà senza sovranità e non esiste sovranità senza la volontà di difendersi.
Solamente un forte esercito europeo potrà garantirci il ruolo di rilievo che ci spetta sullo scacchiere globale e geopolitico.
Veneto Fronte Skinheads

