Il Fato fa bene le cose.

Il 25 aprile, 80mo anniversario dello sfondamento in Italia delle truppe d’invasione, contrabbandato come “Liberazione” avverrà in un giorno di lutto nazionale.
Della serie: il cielo è più forte degli ometti.

Fuori dell’Italia praticamente nessuno conosce questa “resistenza” e nessuno, mentre che meno il nemico, nutre la minima considerazione verso questi “vincitori” dietro i carri armati nemici, autoproclamatisi “cobelligeranti” ma schifati dagli stessi invasori a cui si erano affiliati, i quali, invece, riconobbero l’Onore dei combattenti della Repubblica Sociale.

Così come praticamente nessuno, al di fuori di loro, conosce le “gesta” dei partigiani, quasi nessuno conosce i vili massacri compiuti da questi “prodi” a guerra finita sugli inermi.

Poiché, malgrado il lutto nazionale, essi si celebreranno lo stesso, ricordiamo le centinaia di testimonianze di cosa davvero fu la “Liberazione”: una macelleria messicana.

Qui qualche video scelto, ma ce ne sono tanti altri.
È bene che si conoscano
https://youtu.be/FHJGAsccxmU?feature=shared

Un commento

  1. Il 25 aprile 1946 è proclamato festa nazionale. Errore fatale per la Monarchia post imperiale, una guerra perduta e meno che mai una guerra civile enfatizzata e strumentalizzata dai vincitori alleati (i partigiani non liberarono l’Italia), non dovrebbero essere mai festeggiate in maniera nazionale nel calendario istituzionale, aprendo così la strada non solo alle libertà individuali (non personali), ma anche a forze telluriche prima tenute confinate e sorvegliate e che oggi tentano, sempre tenteranno, di sciogliere il collegamento di Roma, d’Italia e d’Europa orientato “dall’Alto verso l’Alto”.

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