Crudelta’?

“Una sentenza simile, con motivazioni simili in un momento storico come quello in cui stiamo vivendo, non solo è pericolosa, ma segna un terribile precedente”.

Lo afferma in una ‘storia’ su Instagram , Elena Cecchettin, sorella di Giulia, a proposito delle motivazioni della condanna di Filippo Turetta, in cui i giudici non hanno riconosciuto l’aggravante della crudeltà e hanno parlato delle 75 coltellate inferte alla vittima come ‘imperizia’. “Se non iniziamo a prendere sul serio la questione – prosegue – tutto ciò che è stato detto su Giulia che doveva essere l’ultima sono solo parole al vento”.

Il problema però non sta in questa sentenza, che si può criticare ma va applicata(ricordiamo che Filippo Turetta è stato condannato giustamente all ergastolo)ma nel domandarsi come abbia potuto la corte,non riconoscere l aggravante della crudeltà….semplice:basterebbe leggere cosa prevede quell aggravante.

la ravvisabilità della circostanza aggravante della crudeltà, è dato dalla finalità di arrecare gratuitamente dolore o comunque sofferenza, al di là dell’uso della violenza necessario per portare a compimento la volontà omicida.

Difatti non fu nemmeno riconosciuta,in casi recenti di omicidi,in cui la vittima è stata uccisa a martellate.

Oltre al fatto,che riconoscere l aggravante della crudeltà, in ogni omicidio,produrrebbe una deresponsabilizzazione,in quei casi in cui realmente avviene una sofferenza inutile al fine dell uccisione,cagionata esclusivamente per aumentare la sofferenza.

Matteo Cantù

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