Venerdì 28 marzo, a Roma, in largo dei Lombardi, nella centralissima via del Corso, si terrà il primo dei “sit-in” dei “Fridays for Europe”. A partire dalle 16 decine di giovani europei si raduneranno per ribadire il concetto fondamentale che non esiste una Europa di serie “B”, sacrificabile sull’altare dell’equilibrio tra super potenze. Né a Mosca né a Washington si decidono i destini degli europei, e l’Europa è oramai difronte ad un bivio storico. La scelta, ancora una volta, è tra imboccare la strada dell’indipendenza e della sovranità o restare “fuori dalla storia” in balia delle prepotenze dei potenti di turno.
Lo slogan e lo stile richiamano all’urgenza del momento. Recuperato dai velleitari movimenti “green” lo abbiamo riorientato verso quella che oggi ci appare come la vera minaccia generazionale per ogni europeo. Più che il climate change, infatti, è il clima politico internazionale a suscitare le nostre preoccupazioni.
La tempesta perfetta scatenata in diretta mondiale da Trump&Vance, con la gogna mediatica imposta a Volodymyr Zelens’kyj, e gli intendimenti predatori con il Cremlino, non hanno umiliato solamente il presidente dell’Ucraina, hanno dileggiato e insultato un’intera nazione ed un popolo che da più di tre anni sta affrontando, quasi in solitaria, l’invasione Russa dell’Europa. Questo ci appare oggi come una intollerabile minaccia al naturale processo d’integrazione europea e al cammino verso un’autodeterminazione piena e matura di una entità, ad oggi inedita, che possa interpretare le istanze e le necessità strategiche di una potenza di oltre settecento milioni di persone.
Questo Venerdì 28 marzo, sarà il primo dei “Fridays” dedicati alla mobilitazione per una idea d’Europa nuova, forte e indipendente, capace d’affrancarsi dal giogo impostogli dalla sconfitta nel secondo conflitto mondiale e dal sistema dell’imperialismo, tanto Russo quanto Statunitense. In nessuna di queste due interpretazioni di dominio, infatti, riconosciamo un potere che abbia come obiettivo un vero risorgimento europeo che oggi invece è imperativo ed urgente.
Lontana dall’essere un entità completa, l’Europa non può più declinarsi solamente come una super burocrazia o come una macchina finanziaria, la “potenza erbivora” dileggiata nelle scuole di geopolitica internazionali ha oggi l’occasione, data dal dramma del momento, di evolvere in un essere, quanto meno onnivoro, capace cioè di giocare un ruolo di partner privilegiato nell’aerea continentale e mediterranea attraverso gli strumenti della cooperazione e dell’interscambio economico ma anche di difendere i suoi interessi, i suoi cittadini, i suoi principi ed i suoi confini attraverso un uso capace della deterrenza militare.
L’appuntamento è aperto a tutti coloro i quali avvertano come impellente la necessità di far sentire la propria voce e spendersi in favore di una Europa coesa e sovrana che estenda la sua potenza dalle coste atlantiche al Caucaso, che sappia trovare, in se stessa, la forza per sostenere senza esitazioni tanto i patrioti ucraini minacciati dalla guerra quanto i lavoratori europei minacciati dai dazi e dalla concorrenza. Una Europa potenza, fatta di cultura, tradizione, economia, innovazione e diritto, coesa, protetta e forte, “una patria”, per gli europei, “come non si è mai vista”.
Coordinamento
“Fridays for Europe”

