L’ Europa si trova oggi in una situazione di guerra ideata e condotta dagli Usa e dalla Russia, ai danni della stessa Europa. Essa non solo e’ tragicamente reale in territorio ucraino ma si estende ed espande, in modalita’ “non dichiarata”, sul territorio europeo. Si tratta di una vera e propia “guerra politica totale” portata avanti in tutti i comparti: militare, economico, psicologico e terroristico (basti pensare ai numerosi attentati avvenuti in Francia e Germania ad opera di sedicenti islamici).
Essa ha lo scopo di influenzare l’opinione delle masse dei cittadini europei e delle politiche messe in atto dai rispettivi governi. Un palese esempio di “guerra politica totale” e di conseguente attivazione di “gerarchie parallele” e’ il conflitto politico in atto in Romania che ha visto, a seguito di legittime elezioni (?), l’affermazione di Calin Georgescu (leader sovranista antieuropeo che ama Trump e Putin) poi estromesso dalla Corte Costituzionale romena a causa dell’uso, in campagna elettorale, di ingenti fondi non dichiarati. Tutta la vicenda Georgescu ha preso il contorno della propaganda antieuropea con la diffusione di fake news sull’ operato della governance di Bruxelles. In realta’ e’ palese il tentativo, da parte della Russia, di riacquisizione di territori, regioni, a lei legate durante l’esistenza del blocco sovietico di stampo comunista.
Questi modus operandi, che rientrano nella definizione di guerra politica totale furono ben descritti dal Centro Studi Ordine Nuovo e piu’ esattamente nella rivista omonima dell’aprile 1963, contenente il famoso documento di Clemente Graziani dal titolo “La guerra rivoluzionaria”.
In questo documento oltre a rappresentare un’epoca: quella dei blocchi contrapposti Usa-Urss e del pericolo comunista, si analizzano le tecniche di applicazione pratica della guerra politica totale. In particolare trovai, e trovo ancora oggi, molto interessante il concetto di gerarchie parallele ossia di vere e propie organizzazioni, operanti in ambito sia pubblico che privato, aventi il compito di infiltrare, con i suoi elementi, partiti politici, mass media, ong e tutto cio’ che puo’ essere utile allo scopo di innescare contraddizioni e inversioni di tendenza.
Credo che le sopracitate gerarchie parallele siano ben presenti ed attive oggi sul territorio italiano, e non solo, per contrastare la scelta irrinunciabile del cosiddetto riarmo europeo. Sono facilmente individuabili sulla base di alcune affermazioni.
1) la Russia non e’ mio nemico dato che non ha intenzione di attaccare l’Europa (in realta’ lo sta gia’ facendo)
2) meglio destinare i fondi a scopi sociali interni come lo sgravio delle bollette energetiche, migliori scuole, migliori ospedali, ecc.
3)no all’ esercito europeo a guida europea
Queste argomentazioni sono espresse dalle gerarchie parallele filorusse. C’e’ chi se ne rende conto e chi no. Abbiamo in azione anche le solite, conosciute, gerarchie parallele di sponda filoamericana che auspicano un esercito europeo a guida Nato (?) nel momento in cui l’amministrazione Trump dichiara di non voler piu’ contribuire al mantenimento della struttura NATO, in europa, a causa degli alti costi ma anche chi dichiara che un esercito europeo danneggerebbe l’esistenza dell’esercito italiano (i generali al contrario per intenderci). Credo invece, fermamente, che si debbano appoggiare le dinamiche che accelerano i cambiamenti in atto, indipendentemente da chi le espleta.
Non ci sono altre alternative.
Questo puo’ diventare il Nostro Tempo, il tempo di chi come noi ha sempre vissuto nell’ etica del Waldganger o meglio nel realismo eroico jungeriano ossia cio’ che definisce il Nazional Rivoluzionario Europeo.
Giancarlo Sperati

