Ci sono leggi trascendenti sempre valide, esse si attualizzano in una infinità di applicazioni secondarie a seconda del ciclo storico di riferimento, del contesto spaziale e della prospettiva dell’osservatore.
Le stesse leggi che agivano nell’età dell’oro continuano quindi ad agire nel kali yuga, la differenza esiste solo negli effetti provocati delle stesse, sono questi effetti che distorcono la comprensione dell’osservatore.
Cosí come le stesse leggi metafisiche provocano effetti differenti a seconda del tessuto spazio-temporale su cui operano, allo stesso modo contesti spazio-temporali differenti richiedono azioni differenti per poter generare gli stessi effetti.
Così sul piano spirituale la tecnica ascetica scelta non può prescindere dal contesto spazio-temporale in cui concretamente si opera, lungi dall’applicare pedissequamente vecchie discipline obsolete, praticate ed efficaci in contesti completamente diversi e ormai estinti, si deve scegliere una disciplina adatta al contesto in cui si opera ed alle forze concretamente operanti nell’attualità storica.
Nell’età oscura della macchina e delle scogliere d’acciao l’unica via praticabile resta così il distacco attivo: ascesi eroica della sovranità interiore nell’azione esteriore disinteressata, presenza ieratica tra movimenti inconscenti di automi umani massificati, volontà di collegarsi al trascendente con la forza, perché i numi siano dell’operatore, perché “Il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono”.
Lungi dall’inazione, ogni azione andrà portata alle sue estreme conseguenze, ogni fenomeno dovrà essere portato al parossismo per esaurirne il potenziale di attaccamento, ogni desiderio andrà esaudito fino al disgusto generando il distacco dell’indigestione.
Ogni debolezza e preclusa, la vanità andrà distrutta con la ricerca del disprezzo sociale quale via alla distruzione della persona ‘(dal greco maschera), la ricerca del profitto e del denaro con l’ appropriazione violenta di quanto si vuole comprare con quel profitto. Il desiderio per il femminile con un parossismo sessuale antiborghese e amorale fino a sentirne la futilità nella consapevolezza della sua radice biologica e della sua inutilità quale sostituto parodistico del bisogno di integrazione spirituale del femminino sacro.
Inutile il ritiro su monti e templi in cui non agisce nessuna influenza trascendente, dove luci, rumori e preoccupazioni metropolitane non sono piu così lontane. La battaglia va portata ora al centro del regno. Il mistico oggi medita nel “non luogo”. Stazioni e centri commerciali sono le nostre moschee laddove il contrasto tra presenza interiore a alienazione esteriore provoca la rottura di livello immortalante.
Sul piano politico, lungi da qualunque conservatorismo e tradizionalismo di maniera, è l’accelerazionismo la via: ogni fenomeno va esaurito, ogni tendenza portata alle sue estreme conseguenze, laddove l’estremo si tramuta nel suo esatto opposto.
Accelerando il kali yuga, nel suo esautimento parossistico si renderà manifesta la nascita della nuova età dell’oro. La guerra resta grande strumento catartico e ascetico quale risveglio del divino, la privatizzazione forzata dell’economia si tramuta nella pubblicizzazione della proprietà privata nel suo opposto, la morte di dio nella riscoperta del Dio.
Tra le scogliere d’acciaio, tra macchine senzienti e uomini incoscenti l’ultimo uomo si staglia, la distruzione delle rovine elettromagnetiche il suo compito, cavalcare le tigri perché si sbranino tra loro la sua mistica, l’età dell’oro la sua meta.
Orazio Rosato

