Antifascismo sovranista

Oggi l’Europa e’ governata da poteri finanziari e tecnocrati ,come tutto il mondo del resto, ed e’ purtroppo ridotta a mera cartina geografica i cui confini sono contesi, ed anche occupati, dalle due potenze imperialiste vincitrici della seconda guerra mondiale (Usa e Russia).
Sul piano politico interno l’apparente dualismo, politico ed economico, tra Usa e Russia, viene interpretato con la solita logica binaria delle categorie amico\nemico, bene\male che impedisce di fatto la corretta messa a fuoco di una necessita’ impellente, non piu’ rinunciabile, di una scelta europea in ogni campo: politico, tecnologico, esistenziale e spirituale. Nel contempo si e’ persa anche la capacita’ di distinguere il nemico dall’ amico (chi e’ l’hostis e chi e’ l’amicus?) nonche’ la base del concetto di Politica di schmittiana memoria. Tutto cio’, purtroppo, causa una “navigazione politica a vista” che porta molti a rifugiarsi nella “piccola politica” dei vicoli ciechi del sovranismo e nazionalismo interni.
Oggi la Nazione non e’ piu’ quella ottocentesca e risorgimentale, essa si identifica con una Nazione ed una Patria piu’ grande che e’ l’Europa.
Serve dunque, come sostiene Kulturaeuropa da anni, un’avanguardia portatrice di una “grande politica” che riprenda il Mito dell’Europa Potenza. Serve cioe’ superare, ed accantonare definitivamente, il sovranismo ed il nazionalismo bottegaio interno cavalcato, tra le altre cose, da evidenti influenze russe ed americane e confluire, con tutte le energie possibili, in un nazionalismo europeo. I nazionalismi, sostanzialmente, non devono essere in conflitto tra di loro quando condividono la stessa storia, la stessa cultura e lo stesso sangue. Le nostre origini culturali e spirituali non sono solo nazionali, sono europee. Discendiamo, nel tempo, da un’unica sorgente con mille rivoli. Dunque il piccolo nazionalismo ed il piccolo sovranismo, uniti al rifiuto tout-court dell’Europa (percepita come un mostro demoniaco), sono un impedimento costante al riscatto europeo ed al concetto di Europa Potenza.
Dobbiamo liberarci, una volta per tutte, della mentalita’ binaria Russia si\no, America si\no e posizionarsi, urgentemente, su quella terza via, tra l’altro, gia’ identificata molti anni fa da Moeller Van Den Bruck ossia tra Occidente ed Oriente. L’Europa infatti non e’ (culturalmente e spiritualmente) ne’ Occidente ne’ Oriente. La nostra Nazione Europea esprime tante diversita’ provenienti da un’unica matrice fatta di valori e memorie ancestrali, che fanno il Mito Europeo ed e’ questo che si deve incarnare. Il Mito Europeo come precisa scelta di carattere politico e spirituale.
Il trattato di Yalta del 1945 sanci’ la spartizione non solo della Germania ma di tutta l’Europa ed Adriano Romualdi identifico’, giustamente, l’antifascismo nel vero guardiano di Yalta.
Ancora oggi la bandiera dell’antifascismo (in assenza di fascismo) viene continuamente sventolata non solo in Italia (come afferma qualcuno senza piu’ ne’ teoria ne’ pratica) ma anche in Europa: in Germania (con la hammerbande e le leggi repressive anti identitarie) ma anche in Francia (con lo scioglimento forzato di gruppi politici identitari).
La bandiera dell’antifascismo viene sventolata anche dalla Russia di Putin con i suoi congressi antifascisti e la celebrazione del 9 Maggio, che si tengono ogni anno a Mosca, ma anche per giustificare l’invasione dell’Ucraina (territorio europeo) per denazificarla.
Nel frattempo vengono contaminate particolari aree della destra (radicale?) terminale attraverso una sorta di filorussismo della terza Roma o con una sorta di pacifismo indotto (possibile guerra nucleare e quindi no al riarmo europeo).
In realta’ oggi la guerra russo-ucraina rigenera con forza l’alleanza di stampo yaltiano tra Trump e Putin ai danni dell’Europa con buona pace dei soggetti radicali di stampo duginiano.
C’e’ senza ombra di dubbio una “evoluzione” dello spirito antifascista che di base e’ tutto votato contro la rinascita della Nazione Europea schiacciata nel sangue nel 1945.
Paradossalmente proprio un noto antifascista (Franco Ferraresi “La destra radicale”-Feltrinelli) afferma che solo la cultura politica della destra radicale e della sua azione politica, ancora viva e pulsante, puo’ ridestare il risveglio di un nuovo Ordine Europeo.
Ricordo che Robert Brasillach dichiaro’ che il sangue versato dai combattenti europei (il cosiddetto seme di sangue), durante la seconda guerra mondiale, non fu vano ma avrebbe fecondato il futuro.
Il Sangue versato e’ una energia invisibile che impedisce all’Europa di marcire.
Abbiamo il compito di raccogliere il seme del sangue versato dai nostri padri nel segno di un nuovo Ordine Europeo e di una nuova Europa.
Oggi siamo all’inizio di un periodo di congiunture e possibili cambiamenti e solo “inserendoci” in queste dinamiche (anche appoggiandole se necessario) possiamo scardinare questo equilibrio imperialista che domina la nostra terra europea. Per tutto questo oggi definirsi filorussi, filoamericani, pacifisti, antieuropei significa essere una sola cosa: antifascisti e servi dell’ ordine di Yalta.
Giancarlo Sperati

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