Via le incrostazioni!

Leggiamo commenti e proclami su quanto accaduto in Siria. Ci sono spesso concetti giusti, ma sono fossilizzati. E fin qui rientriamo nella normalità: un’area che anticipava i tempi ora vi arranca dietro; la Rivoluzione Culturale – che pur s’intravede da qualche anno – non ha spazzato via completamente la ruggine dai neuroni.

Quello che sorprende è che non leggiamo commenti sul fatto che si sia mosso tutto come da comando a orologeria, sul come ogni attore, nessuno escluso, si sia prestato alla cavalcata jihadista che riecheggia quella talebana in Afghanistan di poco tempo fa.
Non leggiamo commenti sulla sincronia di tutti i “belligeranti” nel recitare il copione.

Per pregiudizio ideologico (o patologico) si poteva evitare cocciutamente di accettare questo concetto, ora per non vederlo bisogna esser ciechi.
I “protettori”, hanno fatto come in Indocina o in Algeria: stretti gli accordi più vantaggiosi possibili, lasciano sgozzare quelli che avevano creduto in loro.

Ci proveranno anche in Ucraìna.
Le cause dei popoli sono cause eroiche di pochi che il nemico lo hanno sempre di fronte e alle spalle.

Redazione Kulturaeuropa

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