IL TYCOON E L’EUROPA, MATERIALISMO E POTENZA

Se da una parte, il neo-eletto presidente Trump, porrà all’Europa le carte per superare l’attuale status di “vassallo”, costringendola ad ottenere una maggiore autonomia per tornare potenza, dall’altra, il Vecchio Continente, rimane sempre l’aguzzino del pan-americanismo; l’America poteva diventare il più grande prodotto indoeuropeo, ponendo così le basi della Nuova Europa, ma a quanto pare questo fenomeno sta accadendo solamente ora, ma a parti inverse, il tycoon preme per tagliare i fondi NATO dei paesi extra-americani, e ritirare l’appoggio militare ai paesi che non usano una quota di almeno il 2% del PIL, così facendo, Trump elimina lo shock attendistico che si era andato a creare in Europa a seguito della sua prima elezione, e che porterà de facto, i governi a reagire positivamente ai tagli logistici/militari, investendo di più, riunendosi sotto l’egida economica dell’Unione. L’Agenda Trump stralcia le tempistiche dei programmi di difesa europei nati all’interno della UE, velocizzandole, quali l’iniziativa della Cooperazione Strutturata Permanente (PeSCo) e del Fondo Europeo di Difesa (EDF), entrati tutti e due in servizio tra il 2017 ed il 2018, proprio per reagire alla sempre più crescente necessità di emanciparsi e tornare potenza.
Se l’Europa arriverà ad essere una potenza militare, sotto il punto di vista organico, logistico e materiale, sotto un punto di vista spirituale, non sarà certamente il conservatorismo soft a stelle e strisce a risvegliare gli animi, l’America è un’ente titanico che non riesce a porre un appiglio per fare ripartire una rettificazione spirituale interna, dato che da un lato troviamo la woke society e dall’altro il sovranismo ed il patriottismo hollywoodiano, fini a se stessi, considerando il fatto che la New England è nata per mano di uomini degenerati, illuministi e liberali, che hanno reso perciò impossibile creare sin dal principio una vera identità americana, con uno spirito ben riconoscibile.
Trump riporta agli occhi del mondo il “superomismo” americano, rinnovato, quasi mosso da una spinta verticale, garantendo così le basi per una rivoluzione conservatrice, lanciata alla scoperta del Nuovo, alla corsa allo spazio grazie all’alleanza con Bezos e Musk, al contrasto del woke e della mobilità sociale.
Trump è quella spinta di stampo titanico di cui gli USA necessitano, ma non basterà all’Europa per ritornare potenza.
La civiltà europea ha un imperativo bisogno di un risveglio spirituale e non saranno di certo gli USA del Partito Repubblicano di Trump, affiancati dalla matrice sionista, a riportarla in vita. Chi ha sempre vissuto della disgregazione delle tradizioni nazionali, non potrà mai garantire a noi la rinascita. L’Europa dovrà farsi da sola.

Gabriele Sciarratta

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