Lotteria ed altri guai

Avevamo riportato settimana scorsa, la notizia della creazione di una lotteria da parte di Elon Musk  dal valore di un milione di dollari al giorno a una persona estratta a sorte tra quelle che firmeranno la sua petizione online, una petizione che recita: “Il Primo e il Secondo Emendamento garantiscono la libertà di parola e il diritto di portare armi. Firmando qui sotto, mi impegno a sostenere il Primo e il Secondo Emendamento”.

Secondo il sito web dell’America PAC, per partecipare all’estrazione della lotteria i firmatari della petizione devono essere elettori registrati e vivere in uno dei sette ‘swing States’ gli Stati in bilico potenzialmente decisivi per la vittoria alle presidenziali del 5 novembre: Arizona, Georgia, Michigan, Nevada, North Carolina, Pennsylvania e Wisconsin.

La lotteria arriva dopo la promessa di 47 dollari per ogni firma alla petizione negli Stati chiave. Un premio che in Pennsylvania – Stato in cui la registrazione al voto si chiude oggi e dove Musk si è recato personalmente per mobilitare gli elettori pro Trump – è salito a 100 dollari, con altri 100 dollari per ogni altro elettore che ha convinto a firmare.

Domenica, Elon Musk ha consegnato un assegno da un milione di dollari  (il secondo) a una sostenitrice di Donald Trump in occasione di un evento a Pittsburgh in Pennsylvania. Sul palco, la donna ha ringraziato il capo di X, Tesla e SpaceX per aver messo a disposizione la sua ricchezza per promuovere la libertà di parola.

Proprio per questo, è stato denunciato nello stato di Philadelphia per la distribuzione di 1 milione di dollari al giorno ai votanti repubblicani: il procuratore distrettuale Larry Krasner accusa Musk e “America”, il gruppo di attivismo politico (PAC) che ha fondato per supportare Donald Trump, di aver sostanzialmente organizzato una lotteria illegale.

Ma anche un altra rivelazione, sta mettendo in imbarazzo Elon Musk.

 Il Wall Street Journal ha rivelato che il magnate di Tesla SpaceX e il presidente russo sarebbero stati in contatto dalla fine del 2022. Una situazione che mette in imbarazzo il Pentagono e solleva dubbi sull’uso dei satelliti Starlink in Ucraina.

I due avrebbero avuto una serie di conversazioni telefoniche con Vladimir Putin dalla fine del 2022. I colloqui sarebbero avvenuti in modo riservato e avrebbero riguardato temi personali, affari e questioni geopolitiche. Il Cremlino, attraverso il portavoce Dmitry Peskov, ha però smentito categoricamente: secondo Mosca ci sarebbe stata una sola telefonata, avvenuta prima del 2022, in cui si è parlato esclusivamente di tecnologie future.

Sappiamo benissimo il valore delle smentite del Crenlino(vedasi il caso dei soldati Nordcoreani)

Tuttavia, secondo le fonti dell’intelligence americana citate dal quotidiano, durante uno di questi colloqui Putin avrebbe fatto una richiesta particolare a Musk: non attivare il servizio Starlink su Taiwan. Starlink è una rete di satelliti che fornisce connessione internet ad alta velocità, gestita da SpaceX, l’azienda spaziale di Musk. La richiesta sarebbe stata presentata come un favore personale per il presidente cinese Xi Jinping, dato che la Cina considera Taiwan parte del proprio territorio.

Elon Musk ha deciso di premere sul accelleratore della Post-democrazia, scendendo in campo e giocando su più tavoli. La questione è seria, soprattutto per il ruolo che determinate tecnologie, gestite da privati, hanno in campo militare.

Nell arena dello scontro elettorale, occorre tenere la barra dritta e non farsi abbagliare da finti pericoli fascisti o scontri di tifoserie e tenere a mente il vecchio detto latino :Cui Prodest?

Matteo Cantù

Centro Studi Kulturaeuropa

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