Il ” rivoluzionario ” televisivo è quello che appena gli dai la chance di appagare il suo smisurato egocentrismo ,si tuffa a pesce nella ” grande occasione” di poter essere notato da qualcuno che non sia la sua ristretta cerchia di conoscenti stretti. Noncurante del fatto che stia recitando la parte del burattino con un copione già predisposto, il cretino di turno, parla e giudica con formule taumaturgiche e sapienziali. Invece di osservare le virtù dell’umiltà e della temperanza, si lancia nel tipico profluvio parolaio di chi si sente qualcuno senza aver mai combinato nulla nella vita, se non parlato.
Redazione Kulturaeuropa


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