Dalle SIM alle IMS

L’imperialismo procede per allineamenti e disallineamenti, cioe’ per “unita’ nella scissione”. Questo semplice concetto spiega la complessita’ dei conflitti che avvengono oggi sotto i nostri occhi ed i cambiamenti in atto che possono essere repentini e contraddittori. Gli Stati ed i relativi Governi agiscono in base a gerarchie regionali e subregionali che determinano il loro posizionamento sullo scacchiere internazionale, anche in base alla concorrenza tra capitali del momento. Lo spazio dei Governi nazionali è molto piu’ ristretto rispetto a 30 anni fa , perché le multinazionali oggi hanno un peso politico diretto che prima era mediato dal ceto politico. In questo senso i casi Stellantis e Unicredit/ Commerzbank sono esemplari. Lo Stato imperialista delle multinazionali oggi lo potremmo definire l’Imperialismo delle multinazionali che si servono degli Stati all’occorrenza. Cio’ spiega anche alcune “fughe in avanti” rispetto all’equilibrio globale come la guerra totale scatenata da Israele in Medio Oriente che potrebbe non essere molto gradita dalle multinazionali che agiscono nell’area, oppure la necessita’ di mantenere la guerra in Ucraina per mantenere la competitivita’ europea in scacco continuo. Comprendere che i conflitti in atto sono attribuibili ad un riequilibrio delle fette di mercato e della concorrenza tra multinazionali è essenziale, per non cadere nelle solite trappole sistemiche. A scanso di equivoci , va precisato comunque che cio’ non significa affatto non prendere posizione per i Popoli in lotta contro l’imperialismo statuale russo e israeliano, ma saper inquadrare questa solidarieta’ nella giusta cornice.

Redazione kulturaeuropa

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