Nell’epoca dei conflitti globali, il nazionalismo si rivela sempre più inadeguato ad affrontare le sfide presenti. Come Kulturaeuropa abbiamo avviato una profonda riflessione su quanto questo concetto sia fuorviante e spesso ambiguo nel suo utilizzo in chiave antieuropea. Oltretutto le forme nazionaliste che non abbiano in sé anche i caratteri del cambiamento in campo economico e sociale, sono da sempre utilizzate dalla reazione in chiave divisiva e aggressiva anche verso popoli fratelli, producendo inimicizie e incomprensioni che impediscono alleanze con altre culture e mondi. Altra cosa è la prospettiva imperiale che reca in sé il principio dell’ Universalita’ e che per questo consente di dialogare e di coesistere con forme culturali diverse, ma che riconoscono un principio ordinatore. In quest’ottica abbiamo ascoltato con un certo ribrezzo parlare di ” patriottismo occidentale” che vorrebbe sostituirsi all’Europa perpetuando il dominio valoriale americano e sionista. Proprio quel nazionalismo guerrafondaio dominante dal 1945 che vorrebbe contrapporre , seguendo le tesi della Fallaci e di Samuel Huntington , l’Occidente al resto del mondo. Se certa destra è ormai inserita a pieno titolo in questo schemino piuttosto grezzo, noi invece proponiamo un’Europa Potenza che sia da traino e sia ponte verso il mondo arabo e africano per un percorso di liberazione dall’imperialismo dominante e nessun falso patriottismo , tanto più per conto terzi, ci convincerà del contrario.
Redazione Kulturaeuropa

