Marxismo antitesi del Socialismo

Il marxismo è l’antitesi del socialismo
Tale affermazione sulla base della propaganda odierna può sembrare un’assurdità, eppure un ragionamento serio non può che portare a questa conclusione. Il socialismo filosoficamente indica l’idea che la dimensione comunitaria sia superiore a quella individuale, di conseguenza una persona non vive per se stessa primariamente, ma vive per la propria famiglia, per la propria comunità cittadina, per la propria nazione, per la propria civiltà e via di seguito. Tutto ciò che attua, deriva primariamente dal contesto sociale naturale in cui si trova. Che si tratti di un guerriero, di un lavoratore, di un agricoltore o di un imprenditore, la sostanza di fondo non muta. Tutto trova una logica nella comunità nazionale, etnica e raz**ale. Secondo gli schemi dell’ideologia marxista invece in cosa si traduce la dimensione collettiva? Nel semplice insieme di individui. Il famoso invito ai proletari del mondo ad unirsi altro non è che l’auspicio a distruggere tutto ciò che nel mondo rappresenta l’unità, ovvero le patrie, i popoli e le civiltà. Il proletario deve poter vivere soltanto dei propri bisogni, senza il la necessità di lavorare e dedito in toto a soddisfare i propri desideri individuali. Questo almeno era l’obiettivo finale della filosofia marxista. Il fatto che il suo tentativo di attuazione sia stato tradotto nella collettivismo più soffocante e repressivo deriva dalla natura profondamente distopica di ogni utopia, tanto che i comunisti di un tempo sostenevano che quella fase “socialista” sarebbe durata temporaneamente fino all’avvento finale del comunismo. Cos’era poi il collettivismo sovietico se non l’aggregazione forzata di individui spinti solo alla sopravvivenza, al lavoro e al consumo? Cos’erano i capi del PCUS se non l’equivalente di grandi capitalisti che godevano dei maggiori guadagni possibili a discapito delle masse proletarie che per loro lavorano? Il socialismo in definitiva non può essere, se non è nazionale, organico e identitario. Il socialismo non può essere, se non è caratterizzato da una dimensione verticale e ascetica. Il socialismo non può esistere se non è il politico a dominare sull’economico e se la libertà del singolo non viene concepita come unione di doveri verso la comunità di cui si fa parte e amore profondo per la stessa.

Redazione Kulturaeuropa

Un commento

  1. Questa era anche, complessivamente, l’opinione di Sombart a proposito del cosiddetto “socialismo tedesco” e di Spengler in “Prussianesimo e socialismo”. Che va ripensata nel dettaglio….

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *