Lo stato oggi

Prima di svolgere ulteriori considerazioni sull’inefficacia o meno dello Stato, per cui ci si chiede spesso dov’è lo Stato in tema di economia , di sicurezza , di interventi sociali etc , ci dovremmo chiedere cos’è lo Stato oggi. Lo Stato liberale quindi, il modello uscito vincente dalla seconda guerra mondiale e che ha subito ad oggi notevoli trasformazioni nello svolgimento del suo ruolo. Se dal dopoguerra fino agli anni 90 , lo Stato ha svolto una funzione dirigista e interventista in campo economico e sociale, nel quadro della compatibilita’ con i livelli di sudditanza imposti dall’equilibrio yaltiano, dalla Caduta del Muro e con l’accelerazione della globalizzazione, le sue prerogative si sono molto ridimensionate e lo spazio di manovra ancora di piu’.La globalizzazione ha spostato ancora di piu’, grazie all’innovazione tecnologica , l’ago della bilancia verso i players multinazionali mondiali che da soli dispongono di risorse e mezzi finanziari molto piu’ ingenti di qualsiasi PIL .Le politiche comunitarie tese a formare uno scudo ai players europei sono lente ed ancora molto parziali, con in piu’ il problema di Stati nazionali ancora legati alle rispettive burocrazie che ostacolano lo sviluppo di forme di integrazione. USA e Cina invece sostengono gli interessi delle loro multinazionali sia con il soft power che con la deterrenza militare. In questo quadro abbiamo a che fare, soprattutto in Europa, con Stati vetusti i quali perse le loro prerogative , sono ormai ridotti a meri organismi tecnico-amministrativi legati all’esazione delle tasse e alla potesta’ coercitiva, erogatori di bonus una tantum per mantenere quel minimo di coesione sociale, funzionale all’economia di mercato, ma senza piu’ la funzione di redistribuzione del reddito prodotto ,come avveniva 40 anni orsono, con esiti alquanto diversi. Lo Stato quindi, non solo ha perso il suo carattere etico- pedagogico e di organismo che esprime la volonta’ popolare sovrana su un determinato territorio geografico, ma in coerenza con l’evoluzione liberista e del “laissez -faire” abdica completamente anche alle sue funzioni primarie di intervento sociale e di programmazione economica che non siano i conti della serva da presentare ogni anno a Bruxelles.

Redazione Kulturaeuropa

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