La brillante intuizione di Guido Taietti di Progetto Razzia ,espressa nel libro ” Stregoneria Politica ” sul fatto che i social sono agenti politici e non economici, viene pienamente confermata dalle recenti dichiarazioni di Mark Zuckerberg. E’ interessante notare come il Capitalismo abbia ” smaterializzato” i tradizionali sistemi sociali comunitari e di rappresentanza anche attraverso l’uso politico dei social. Gli stessi politici sono costretti a rincorrere utilizzando i social per poter comunicare con i loro potenziali elettori o per acquisire consenso su qualsivoglia tema. La destrutturazione dei sistemi di rappresentanza operata dai social si accompagna però ad un altro dato molto interessante: la sensazione percepita da molti di ” partecipazione diretta ” agli eventi tramite le diverse piattaforme social che presuppone l’aggiramento dell’impegno diretto e personale: il tutto in linea con la depoliticizzazione auspicata dal Capitale. In questo magma , è nostro compito recuperare la categoria del Politico sia nell’utilizzo politico dei social sia nella sua coniugazione con l’impegno diretto che non deve mai venire meno. In questo modo possiamo avviare un cortocircuito nel circolo vizioso instaurato dal Capitale.
Redazione Kulturaeuropa

