COMUNICATO DI MUSE

Le misure cautelari emesse a Torino contro cittadini incensurati sulla base di pochi video ed una condanna già emessa dal “tribunale stampa” sono un campanello di allarme per tutti i gruppi nazionalisti che in Europa lavorano quotidianamente alla luce del Sole.

La rincorsa alla criminalizzazione dei movimenti identitari è uno scenario nel quale sinistra e destra trovano ampio spazio di manovra e competizione: ora l’Anpi; ora Tajani; sembra che tutti possano accodarsi al treno sbirresco che sta attraversando l’Italia e l’Europa. Se ai primi non possiamo perdonare nulla, ai secondi non si può perdonare l’abbandono completo di una battaglia culturale da fare con coraggio e lungimiranza solo per un calcolo elettorale, cioè effimero e per altro abbastanza ininfluente. Perdere la sfida culturale è un problema che durerà molto più a lungo.

Ad essere oggetto giuridico della repressione in questo caso non è un’ipotetica aggressione (smentita da una prognosi inferiore ai sette giorni) ma nient’altro che la “logica del gruppo”, o come la chiamano spesso i giornalisti “del branco”. Non possono tollerare che nell’epoca del disimpegno e dell’egocentrismo qualcuno pensi ancora a parole come comunità, patria, destino. Non possono tollerare un seme così discordante nella loro serra di piante tutte uguali.

Essere solidali con le comunità militanti che in Italia e in Europa sono colpite dalla repressione è un dovere. Da Parigi a Torino, siamo tutti complici di essere comunità!

M U S E

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