Come ripetiamo da anni senza una strategia di offensiva culturale non si va da nessuna parte neppure sul piano politico. Stabilire punti fermi sui meccanismi sociali, sull’idea di Stato, sulla partecipazione, su un modello economico alternativo è la premessa necessaria per ogni tipo di azione politica. Oggi alla luce dei soliti balletti governativi, constatiamo che poco o nulla è stato fatto in questa direzione, privilegiando il tatticismo politicante, peraltro perdente sul piano del confronto con i ” poteri burocratici dell’apparato”.Ci vuole uno scatto di reni, perché si può anche perdere sul piano politicante , peraltro abbastanza ininfluente, ma perdere la sfida culturale è un problema che durerà molto più a lungo.
REDAZIONE KULTURAEUROPA

