Chi si scatena sull'” intersex” come se le Olimpiadi non siano da almeno gli anni 50 dominati dell’ideologia del profitto e dell’equilibrio geopolitico dettato dagli ” estrogeni”, chi sulla situazione in Medio Oriente si arrabatta in prese di distanza confuse e arzigogolate che non portano a nulla se non a sostenere indirettamente Israele, chi pensa che le rivolte inglesi contro le moschee siano un segnale positivo, senza capire che porteranno solo acqua al mulino dei sionisti . Alla base di tutto questo bailamme, c’è un incultura rivoluzionaria che non capisce che il messaggio deve essere chiaro, univoco e potente in tutti i campi e soprattutto che vada al nocciolo della questione, ponendo al centro la critica al modello dominante democapitalista in tutte le sue varianti. Poi è ovvio che sulle questioni contingenti, bisogna operare una scelta di campo, altrimenti si flatula. Per il resto c’è Kulturaeuropa.
REDAZIONE KULTURAEUROPA

