Rileggere ciò che Dante scriveva a proposito dei traditori, in particolar modo quelli della Patria, dell’Impero e del potere spirituale, è un passo necessario per comprendere quali sono gli aspetti più deteriori da combattere oggi.
Il ventre del Diavolo è il centro della Terra.
Il ventre è il centro simbolico del Male, l’ingordigia trova spazio nella pancia, dato che i peccati nascono dalla brama, dalla costante ricerca della materia
Il ventre dell’angelo caduto, rappresenta il centro del mondo tellurico, dove il desiderio nasce e chiede di essere appagato, dove lo spirito non trova spazio e l’anima è pietra.
Nell’inferno dantesco, le anime dei traditori vengono descritte come le più deturpi e abominevoli che si siano mai viste, perciò Dante, inorridito distoglie lo sguardo e maltratta le anime di chi ha vissuto ventricolarmente.
Le anime dei fedifraghi sono incastonate nel ghiaccio del Cocito, immobili, inermi, dimenticate, spoglie e dilaniate, i loro movimenti sono impossibilitati, perché il ghiaccio li ha trasformati in pietra, a dimostrazione di quanto quelle siano le più materializzate delle anime.
Ghiacciate dallo sbattere delle ali di Lucifero, che nel mentre maciulla Bruto, Cassio e Giuda, traditori dell’Impero e della cristianità, le muove disorientato verso il nulla.
I fraudolenti nei confronti della Patria, sono così posti a subire l’eterno gelo, nello stesso modo in cui nella propria vita terrena vissero come materia inanimata, irrigidita dal frigido vento demoniaco.
Paralizzata in uno stato intermedio tra la vita e la morte, è l’anima di chi rinnega la discendenza Divina della Patria, di chi vede la terra dei Padri solo in funzione territoriale. Questa snaturalizzazione non porterà gli infidi alle vette della gerarchia, ma anzi, creerà una contro-gerarchia che li porrà nel Nulla.
La Nazione e l’Impero sono essenze Sacre, nate dal diretto volere empireo, nessun uomo è al di sopra di questo.
Il paese natio è la mirante espressione di Dio in Terra, essendo la Tradizione, la forma originaria, trascendente e universale che trova la sua veicolazione nella Patria.
GABRIELE SCIARRATTA

