VIRILITA’ DIVINA E TITANICA

Nell’epoca contemporanea, in virtù di tendenze diffusesi sul suolo europeo con la rivoluzione illuministica, si è totalmente perduto il concetto di verticalità. Eppure da un attento esame della natura circostante, vi sono tante cose che richiamano simbolicamente al concetto di verticalità. L’albero che si erge sulla terra. Il fuoco che divampa dal basso verso l’alto. E, se guardiamo, a quanto non è opera della natura ma è opera dell’uomo, noteremo sempre un sistema verticale. Il modo di costruire propriamente europeo è verticale. Ogni moto dell’uomo europeo parte dal basso verso l’alto e, se ogni azione visibile è il segno di un principio metafisico e sovrumano dell’essere, il procedere dal basso verso l’alto indica la volontà di elevarsi al divino. Ed era così, in effetti, che nell’etica tradizionale greca, romana, germanica, che veniva concepita la virilità. Virile era colui che sapeva plasmare il mondo. Virile era colui che veniva illuminato dall’alto e guardava a tutto ciò che poteva corromperlo con distacco. Virile era colui che usava la forza per un fine superiore. Oggi alla parola virile si conferisce un’accezione negativa, sicuramente perché a dominare è l’elemento femmineo, ma anche perché la virilità viene concepita in senso parossistico e titanico. Fenomeni come bullismo, baby gang, sadismo etc descrivono uomini che non sono viri, in quanto di olimpico non hanno nulla. Essi non sanno cosa sia il dominio di sé, ma anzi sono profondamente comandati da tutto ciò che li circonda. In loro è presente unicamente l’elemento titanico della forza nel senso più bestiale del termine, cosa che va perfettamente ad incastrarsi nel tipo di individuo che la società moderna incoraggia, un essere grigio e amorfo che fa suoi i peggiori aspetti maschi e femminei. Chiunque oggi voglia recuperare la virilità, ancor prima della cura del corpo, tassello essenziale in una società che rende schiavi dei vizi, deve curare lo spirito. Deve riappropriarsi della migliore parte di sé, quella sacrale, facendosi guida degli altri e mostrando loro la virtù maschia che unisce apollineo e dionisiaco e non si fa minimamente tentare dal titanismo fine a se stesso.

FERDINANDO VIOLA

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