ESSERE UMANO E DESTINO

Oswald Spengler (1880 – 1936), autore del celeberrimo Tramonto dell’Occidente (1918-1922), opera che ebbe larga diffusione anche in Italia grazie alla brillante traduzione di Julius Evola, è di certo fra i più acuti e disincantati osservatori del destino storico della nostra Europa. Centro di una millenaria Civiltà (Kultur in tedesco) che rischia, come altre Civiltà apparse nel mondo storico, di decadere, una volta esaurita la propria forza propulsiva, in mera civilizzazione, in stagnazione, in irrigidimento incapace di riconoscere i propri peculiari riferimenti simbolici ed il proprio patrimonio ancestrale di sangue e suolo. La civilizzazione precede il tramonto: la spiritualità delle origini decade in vuoti ideologismi politici; l’economia diviene l’unico orizzonte accettato; il danaro assume una funzione egemonistica; la stessa tecnica, espressione intrinseca dell’uomo “faustiano”, ovvero dell’Uomo Europeo, rischia di corrompersi in mera strumentalità rivolta al mondo materiale. Spengler, già molto critico verso la Repubblica di Weimar, espresse, con l’altra sua famosa opera, Anni della decisione (1933), un positivo giudizio, nel senso della battaglia per la Civiltà, sulla svolta nazionalsocialista.

Proponiamo una breve citazione spengleriana, tratta da Urfragen. Essere umano e destino (trad. it. di F.Causarano, Milano, Longanesi, 1971, pp. 210-211)

«L’anima di massa» (l’individuo generale) di tipo genetico è la famiglia, la stirpe, la classe, l’esercito: una unità determinatasi tale, crescendo insieme.

L’anima di massa artificiale è quella dell’anonima folla per le strade, di un’assemblea impressionata e dominata da un oratore del pubblico di una platea, del partito, di una “massa” insomma che si scioglie altrettanto rapidamente quanto velocemente sia convenuta insieme.

L’anima di una Civiltà è l’unità dell’intima forma della vita, diversamente vigorosa in ogni singolarità.

Essa rivela il fenomeno originario della Civiltà: persone e cose, grandi uomini, avvenimenti, opere, pensieri, costumi, stile, sentimento vitale, Visione del mondo, rivelano tutti la stessa realtà profonda.

Giuseppe Scalici

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