FANTASIOSE RICOSTRUZIONI

Non era e non è nostra intenzione recitare la parte  degli “studiosi” di un periodo assai controverso come quello che in termini giornalistici viene comunemente definito “anni di piombo” o “stagione della strategia della tensione”. 

Quando però ci troviamo di fronte a fantasiose ricostruzioni palesemente strumentali tese ad accreditare oggi un evidente posizionamento prorusso, pescando in modo arbitrario dal passato, le cose cambiano. 

Soprattutto quando a farlo è chi quel periodo, per evidenti ragioni anagrafiche, lo ha solo conosciuto in base ai “si dice” de relato e a testimonianze neppure palesate.

Questo modo di procedere rassomiglia molto al modus operandi degli antifa degli anni 70 che con “dossieraggi” palesemente falsi attribuivano ed attribuiscono ancora oggi ad un’Area collusioni e responsabilità che non ha mai avuto.

Se a questo aggiungiamo che i cosiddetti studiosi di spiccate simpatie “rossobrune” e “putiniste” si premurano di stilare la lista delle organizzazioni colluse con la Nato e quelle “buone” di allora con un operazione che non tiene in nessun conto le circostanze storiche di quel periodo, si tocca veramente il piano dell’arbitrio della ricerca scientifica. 

Di più, se la medesima operazione viene effettuata per stigmatizzare la linea politica proeuropea di alcune organizzazioni politiche che operano attualmente in circostanze storiche completamente diverse, allo scopo di giustificare il proprio servilismo verso Yalta ed in particolare verso la Russia, allora si tocca veramente il fondo.

La somiglianza con i metodi utilizzati negli anni dal PCI e dai gruppi antifascisti diventa evidente ed anche lo scopo ed il manovratore di certe ricostruzioni ad usum delphini.

REDAZIONE KULTURAEUROPA

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