FUSIONE NUCLEARE, NUOVO RECORD EUROPEO

Eureka, avrebbe esclamato Archimede. È europeo il nuovo record di energia prodotta tramite fusione nucleare. Nel Regno Unito, il reattore sperimentale JET (Joint European Torus), gestito dal consorzio EUROfusion, è riuscito a produrre 69 megajoule (milioni di joule) per 5 secondi tramite fusione nucleare di 0,2 milligrammi di una miscela di deuterio e trizio (due isotopi dell’idrogeno).

Al successo degli esperimenti hanno contribuito i principali laboratori europei al quale l’Italia ha contribuito non poco. Il nostro è infatti uno dei 31 Paesi che fanno parte di Eurofusion e partecipa al consorzio con Enea, Consiglio nazionale delle Ricerche, consorzio Rfx e alcune università.

Il record di JET dimostra che in linea di principio è possibile produrre energia da fusione in modo affidabile e sicuro. Anche perché questo risultato arriva al termine di una serie di esperimenti per verificare gli scenari operativi delle future macchine a fusione, in condizioni quanto più vicine possibile a quelle delle future centrali.

I progressi nel campo della fusione nucleare, però, non sono solamente una curiosità tecnologica. La posta in gioco è altissima, in quanto la fusione rappresenta una potenziale fonte di energia pulita che potrebbe assicurare al nostro continente una sovranità energetica di fondamentale importanza geostrategica in ottica di una più ampia autonomia europea.

Se da una parte, quindi, la classe politica attuale dell’UE è dominata dalle logiche “gretine” di rallentamento dei processi energetici e di sudditanza politica, c’è un’altra Europa che accelera verso nuovi orizzonti. Un’Europa formata da eccellenze e volontà di potenza che abbiamo il dovere di sostenere.

L’appuntamento con il futuro, dicono gli scienziati, è per il 2050. O forse prima. 

Pierpaolo Cicciarella

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *