QUANDO CAPIRETE SARÀ TROPPO TARDI

Inquietante Onorevole Donzelli, sono uno degli imbecilli che commemorano con il saluto romano e il solenne grido “Presente” i propri caduti. Credo lo facesse anche il suo segretario di partito fino a qualche tempo fa. 

Il fatto di assomigliare fisicamente ad un simpatico roditore non è sufficiente ad elevarla al grado di “topo di fogna”, titolo di cui il sottoscritto va orgoglioso da moltissimi anni. Credo che anche il segretario del suo partito sia stato chiamato in questo modo fino a tempi recenti. 

Io non conosco la sua storia, ma posso immaginare le furiose battaglie a cui deve aver partecipato per la conquista di un glorioso posto da consigliere di circoscrizione prima, da consigliere comunale poi, e via via, con il gladio tra i denti, tra un agguato in una partecipata e un corpo a corpo in una festa della porchetta, arrivare all’Olimpo di Montecitorio. 

Sono uno di quegli imbecilli. Fin da giovanissimo ho fatto il reporter freelance per cercare di incrinare muri di silenzio che erano stati eretti attorno a conflitti del Terzo Mondo perché la sinistra così voleva. Ho combattuto con un popolo di proletari in lotta per la difesa della propria identità e per contrastare il traffico di stupefacenti. Ho passato gli ultimi 23 anni della mia vita con altri imbecilli a portare soccorso a gente che in nome del diritto sacrosanto a vivere in libertà nella Terra dei Padri resiste a violenze inaudite. Ad aiutare gente dalla pelle di colore diverso dalla nostra, senza discriminazione, senza razzismo, in fratellanza di spirito.

Si, Onorevole, sono uno di quegli imbecilli. Cosa posso farci se non capisco che quel saluto romano è solo un gesto folkloristico che il suo segretario di partito deve aver fatto per gioco? E che molti altri del suo partito hanno fatto magari a mezz’asta per conquistare la simpatia di altri imbecilli? 

Non l’ho capita sta cosa, mi dispiace. Per me e per gli imbecilli come me quel saluto non rappresenta una pagliacciata da campagna elettorale. È l’eterno saluto da riservare a chi si è meritato rispetto con il sacrificio e la militanza. È quello che nessuno al mondo ha il diritto di vietare, deridere, equivocare o, come lei ha fatto, di infangare. 

Ce ne sono molti di imbecilli come noi, lo sa Onorevole Donzelli? Solo in Italia diverse centinaia di migliaia. Sono operai, professionisti, medici, infermieri, ristoratori, contadini, impiegati, studenti e docenti universitari. Tutti lì, a fare quel gesto da imbecilli “per favorire la sinistra”, come direbbe lei. 

Invece, caro Donzelli, è lei che ancora una volta gioca secondo le regole meschine degli assassini dei nostri ragazzi. 

Quando lo capirà, quando lo capirete, sarà troppo tardi. Ma le nostre braccia rimarranno rivolte al Sole. Per i nostri caduti, per l’Italia, per il futuro. Perché nessuno ci può comprare. 

Franco Nerozzi

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