CATTIVI MAESTRI SIETE VOI

Scrivere due righe intorno al Prof. è complicato, come Lui lo era. 

Padovano di estrazione cattolica/socialista in funzione anticomunista, PCI inteso come parte del sistema capitalista, diviene il più giovane barone universitario in Italia. Di fatto insieme a Scalzone e Piperno, da vita a Potere Operaio. 

Un grande filosofo e pensatore. 

All’inizio nessuno ne parla, in realtà attraverso il servizio d’ordine di Lavoro Illegale, struttura militare di Potere Operaio, elementi dei GAP di Feltrinelli e diversi operativi delle BR, fu impostato un gruppo operativo di dimostrazioni in ambito operaistico. Dopodiché dopo breve periodo le strade si sono separate. E si sono separate fino allo scioglimento di Potere Operaio dove il Prof. Tony non solo non si riconosce nella lotta armata ne nei lottarmatisti, ma neanche in nessuna delle posizioni della fazione Romana di Potere Operaio. Di fatto il Prof. non ha nulla a che spartire con la lotta armata, ne nulla a che spartire con il Progetto Metropoli egemonico frutto della fazione Romana di Potere Operaio. Anzi. 

La visione del Tony, che è quella di un antagonismo di massa, che è quella di un processo rivoluzionario ragionevole che non persegue la conquista del potere con l’omicidio ma con l’organizzazione rivoluzionaria sociale, si scontra con quelli che definisce patetici e fuori dal tempo al punto di essere minacciato di morte concretamente nel carcere dove era stato rinchiuso. 

Quindi, cattivo maestro un corno: cattivo maestro è sicuramente chi lo ha perseguitato insieme ad altre 60.000 persone con un teorema fantasma creato a tavolino in maglioncino, citazione di testimone, il giorno prima del processo, nella sede del PCI. E che ha portato avanti la persecuzione fino al 1989 per la parte Romana del processo 7 aprile, dove oltre 95% si è chiuso con assoluzione. 

Il Prof. ha sicuramente influenzato in modo sostanziale i collettivi politici veneti, o se preferite l’autonomia operaia Padovana, che si è sempre riconosciuta in lui nell’antagonismo di massa e nelle pratiche di antagonismo di massa. Cosa ben diversa al riguardo nostro Autonomia Operaia Romana o se preferite CAO comitati autonomi operai. Che ne hanno sempre riconosciuto l’altissimo valore intellettuale ma non ne hanno mai apprezzato la prosopopea dialettica. 

Chiudo questa breve disamina con un ricordo personale. Mi riferisco alla dizione del prof. dal palco di una delle nostre assemblee collettiva che vedeva riuniti i vari collettivi di zona. Lui imperterrito si dilungava in complicati termini filosofici/politici/rivoluzionari e dopo un pò si dovette sorbire una serie di sfottò in diretto idioma locale tale che fu costretto a fermarsi. Ecco, il Prof. a Roma non era simpatico, era complicato. 

Ma non era un cattivo maestro, era uno che combatteva i cattivi maestri.

Maurizio Fiorentini

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