MIOPIA EUROPEA SUL NUCLEARE: INVERTIRE LA ROTTA, DIVENTARE POTENZA

L’Unione europea elimina il nucleare dall’elenco delle tecnologie verdi strategiche. È quanto emerge dal piano industriale “Net-Zero” stilato a Bruxelles. 

Il nucleare era presente nella prima bozza del regolamento circolata all’inizio della settimana, ma la questione pare abbia suscitato diverse polemiche tra gli stati membri, con in testa la Germania che ha da tempo deciso di abbandonare l’energia atomica. Una scelta che potrebbe essere vista come di compensazione ai “Verdi” tedeschi dopo il rinvio allo stop alle auto endotermiche nel 2035, e in chiave antifrancese poiché la Francia è il principale produttore di energia nucleare in Europa. Una misura che rappresenta anche uno stop alle ambizioni italiane di avviare un programma nucleare.

“La notizia secondo cui l’UE avrebbe eliminato il nucleare dalla bozza del piano industriale Net-Zero, e quindi dall’elenco delle tecnologie verdi strategiche, se confermata, sarebbe un incomprensibile passo indietro nel percorso verso la transizione energetica. Il nucleare di nuova generazione è risorsa importante per gli obiettivi europei di neutralità climatica. No a ideologismi, sì al futuro”, aveva dichiarato qualche giorno fa il viceministro all’Ambiente e Sicurezza energetica italiano Vannia Gava.

Intanto, diverse aziende italiane stanno comunque proiettando i loro sforzi verso il nucleare di ultima generazione. Stiamo parlando di Eni, che è diventata partner tecnologico della statunitense Commonwealth Fusion Systems, con l’obiettivo di realizzare e rendere operativo entro il 2025 il primo impianto pilota a confinamento magnetico per la produzione netta di energia da fusione. Ansaldo ed Edison hanno siglato un accordo nell’intento di creare un portafoglio di tecnologie nucleari a sostegno dell’Europa e di valorizzare, inoltre, le competenze della filiera nucleare italiana. Sempre Ansaldo Nucleare ha firmato con Snc-Lavalin un contratto per la fornitura di servizi di ingegneria per l’estensione della vita dell’Unità 1 della centrale nucleare di Cernavoda, in Romania. Infine Enel ha siglato un accordo con NewCleo, un’azienda specializzata in tecnologie nucleari pulite, con sede a Londra e finanziata privatamente: l’intesa consentirà al gruppo guidato dall’amministratore delegato Francesco Starace di diventare il primo investitore in un impianto che la società costruirà all’estero, probabilmente in Francia.

Competenze ed eccellenze nazionali che non possono operare in Italia per miopi “no” ideologici, che adesso sembrano colpire anche l’Unione europea.

Una decisione autolesionista che ridurrebbe le possibilità di autonomia energetica e transizione ecologica del continente.

Bisogna invertire la rotta, diventare Potenza.

Pierpaolo Cicciarella

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